Duchenne, PTC taglia 1/5 della forza lavoro Usa dopo no Fda alla domanda per ataluren

PTC Therapeutics, azienda biotech americana impegnata nella ricerca, sviluppo e commercializzazione di terapie innovative orali per il trattamento di patologie gravi e invalidanti, ha annunciato che taglierÓ circa un quinto della sua forza lavoro negli Stati Uniti, a seguito della decisione dell'Fda di non accettare la domanda di approvazione di ataluren per il trattamento della distrofia muscolare di Duchenne. Il programma di ristrutturazione interna dell'azienda inizierÓ entro il 30 giugno di quest'anno.

PTC Therapeutics, azienda biotech americana impegnata nella ricerca, sviluppo e commercializzazione di terapie innovative orali per il trattamento di patologie gravi e invalidanti, ha annunciato che taglierà circa un quinto della sua forza lavoro negli Stati Uniti, a seguito della decisione dell’Fda di non accettare la domanda di approvazione di ataluren per il trattamento della distrofia muscolare di Duchenne. Il programma di ristrutturazione interna dell’azienda inizierà entro il 30 giugno di quest’anno.

Ataluren rappresenta l’ultima di una serie di rifiuti da parte dell’agenzia americana nell’ambito delle terapie per la distrofia muscolare di Duchenne. All’inizio di quest’anno l’Fda aveva deciso di non approvare il farmaco drisapersen sviluppato da BioMarin e di rimandare l’approvazione di eteplirsen di Sarepta richiedendo più dati sul farmaco.

Nel 2014 ataluren aveva ricevuto l’ok dall’Ema per l’approvazione condizionata  per la terapia dei pazienti con distrofia di Duchenne, di età superiore a 5 anni e ancora in grado di camminare. Il farmaco viene impiegato solo in una parte dei pazienti, cioè quelli in cui la malattia è causata da mutazioni “nonsenso” del gene della distrofina. Questi pazienti rappresentano il 10-15% del totale delle persone colpite dalla malattia.

In un primo memento, il Chmp dell’agenzia europea aveva dato parere negativo ma successivamente, dopo un riesame dei dati, era stata fornita  l’approvazione condizionata. Quest'ultima può essere concessa di fronte a patologie con elevati bisogni clinici insoddisfatti e per farmaci candidati per i quali i dati clinici non sono ancora sufficienti per garantire una autorizzazione all’immissione in commercio. L’approvazione condizionata, affinchè venga poi rinnovata annualmente dall’Ema, è comunque subordinata all’esecuzione di ulteriori studi clinici.

L’approvazione in Europa del farmaco potrebbe quindi essere condizionata dalla decisione dell’agenzia americana e dal fatto che i dati di uno studio di fase III non hanno confermato l’efficacia del farmaco.

Ataluren è una terapia di ripristino proteico ideata per permettere la produzione della proteina funzionante in pazienti con difetti genetici causati da una mutazione nonsenso. Una mutazione nonsenso è un'alterazione nel codice genetico che arresta prematuramente la sintesi di una proteina fondamentale. La patologia risultante è determinata dal fatto che la proteina non può essere più espressa interamente e/o non è più funzionante, come nel caso della distrofina nelle Distrofie di Duchenne/Becker.

Ataluren  interviene sui meccanismi molecolari post-trascrizionali, ovvero quei meccanismi coinvolti nella lettura dei geni e nella loro traduzione in proteine. Tra i diversi tipi di mutazioni che possono colpire il gene della distrofina vi è il cosiddetto “codone di stop prematuro”, si tratta di una mutazione puntiforme, chiamata appunto “non senso”, che comporta l’introduzione di un segnale di stop in una zona interna del gene. Immaginiamo di paragonare la struttura di un gene a quella di una frase: per essere letto, un gene ha bisogno di un segnale di inizio e di uno di stop, proprio come la maiuscola e il punto finale in una frase. Se si introducesse un punto nel bel mezzo di una frase si perderebbe parte dell’informazione ed il senso stesso della frase. Il codone di stop prematuro, allo stesso modo, causa l’interruzione anticipata della lettura del gene e, quindi, la produzione di una forma più corta, non funzionale, della distrofina. Circa il 10-15% dei ragazzi colpiti da distrofia muscolare di Duchenne hanno un codone di stop prematuro nel gene della distrofina.