L'Fda ha preso due decisioni circa l'impiego di rituximab nell'artrite reumatoide (AR). L'agenzia americana ha approvato un'estensione delle indicazioni del farmaco per includere nuove modalità di trattamento per i pazienti con AR in fase avanzata della malattia che non rispondono agli anti TNF e che potranno essere nuovamente trattati con rituximab. Una nuova terapia con rituximab ( 2 dosi da 1000 mg) potrà essere effettuata ogni 24 settimane, sulla base delle valutazioni cliniche del medico e quelle successive non prima di 16 settimane. In scheda tecnica sono stati aggiunti anche dati che comprovano la capacità del farmaco di migliorare la funzione fisica e rallentare il danno articolare.

Inoltre, l'agenzia americana ha rilasciato una complete response letter relativa alla richiesta di indicazione per rituximab in pazienti con AR in fase attiva da moderata a severa che non rispondono al trattamento con DMARDs, incluso il metotrexate (MTX). Secondo l'agenzia americana, questa estensione delle indicazioni  non è per ora sufficientemente supportata a causa del rischio, peraltro molto raro (3 casi su 100mila pazienti), di leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML), un raro e fatale disordine neurologico, e in considerazione del fatto che esistono altre opzioni terapeutiche efficaci per i pazienti nelle prime fasi della malattia.

Nel 2006 rituximab è stato approvato dall'Fda per l'AR da moderata a severa in fase attiva che non rispondono in maniera adeguata a uno o più anti TNF.
In aggiunta ai dati di sicurezza provenienti dal dossier clinico, le due applicazioni includevano i dati di 5 studi di fase III condotti in pazienti con AR: SUNRISE, REFLEX, SERENE, IMAGE e MIRROR.