Durvalumab (anti PD-L1) approvato dall'Fda per il carcinoma uroteliale

Anche AstraZeneca si unisce al gruppo di aziende che ha a listino un farmaco immunoterapiaco. L'Fda ha appena concesso l'approvazione accelerata per durvalumab, l'inibitore di PD-L1 sviluppato dalla societÓ britannica. Il farmaco ha ottenuto l'indicazione per il trattamento di alcuni pazienti con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico e sarÓ messo in commercio con il marchio Imfinzi.

L’Fda ha concesso l'approvazione accelerata per durvalumab, l'inibitore di PD-L1 sviluppato dalla società britannica. Il farmaco ha ottenuto l’indicazione per il trattamento di alcuni pazienti con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico e sarà messo in commercio con il marchio Imfinzi.

Il farmaco è indicato per il trattamento dei pazienti affetti da carcinoma uroteliale metastatico o localmente avanzato (mUC) che presentino una progressione della malattia durante o dopo una chemioterapia a base di platino, o la cui malattia abbia avuto una progressione entro 12 mesi dalla somministrazione della chemioterapia a base di platino prima (neoadiuvante) o dopo un intervento chirurgico (adiuvante).

Durvalumab è stato approvato con la procedura di approvazione accelerata dell'FDA, sulla base del tasso di risposta del tumore e della durata della risposta. Il fatto che questa indicazione continui ad essere approvata potrà dipendere dalla verifica e dalla descrizione dei benefici clinici nei trial di conferma di fase III.

Vincenzo Palermo, VP BU Oncologia, ha commentato: “Un traguardo fondamentale per AstraZeneca e per il nostro impegno in Immuno-Oncologia. Abbiamo sempre posto il paziente e le sue esigenze al centro del nostro approccio, ed è questo che ci motiva a lavorare duramente ogni giorno. Proprio per questo, nonostante AstraZeneca abbia valutato di non effettuare una sottomissione all’EMA per questa specifica indicazione in attesa di solidi dati di prima linea dello Studio Danube, stiamo supportando l’opportunità di iniziare quanto prima studi di fase IIIb per offrire ai pazienti con tumore della vescica questa innovativa terapia secondo l’indicazione approvata da FDA.”

Sergio Bracarda, Direttore del Dipartimento Oncologico dell’Azienda USL Toscana SudEst, Arezzo, ha affermato: “Il trattamento standard di prima linea per pazienti affetti da tumore uroteliale della vescica in stadio avanzato è, ancor oggi, rappresentato, da una chemioterapia a base di platino. I pazienti che sviluppano una progressione di malattia durante o dopo tale chemioterapia non hanno molte opzioni di trattamento. L'approvazione in questi ultimi mesi di farmaci innovativi come durvalumab per questa patologia dà quindi una speranza in più a tutti coloro che ne sono affetti e che
hanno avuto fino ad oggi pochissime opzioni di scelta”.

L'approvazione accelerata da parte dell'FDA di durvalumab, un anticorpo monoclonale umano che blocca il PD-L1, è basata sui dati dello Studio 1108.
Questo trial di Fase I/II ha valutato l’efficacia e la sicurezza di durvalumab nei pazienti affetti da tumore uroteliale della vescica localmente avanzato o metastatico. I pazienti avevano mostrato progressione durante o dopo una chemioterapia a base di platino, inclusi coloro che avevano mostrato progressione entro 12 mesi dopo la somministrazione della terapia in un setting neoadiuvante o adiuvante.

Nel trial, durvalumab ha dimostrato risposte rapide e durevoli, con un tasso di risposta obiettiva (ORR) pari a 17,0% (intervallo di confidenza [IC] 95%: 11,9; 23,3) in tutti i pazienti valutabili, indipendentemente dallo stato del PD-L1, e pari al 26,3% (IC 95%: 17,8; 36,4) nei pazienti con tumori ad elevata espressione di PD-L1 (come stabilito dal test diagnostico VENTANA PD-L1 (SP263) Assay, Ventana Medical Systems Inc., membro del Gruppo Roche).

L'elevato livello di PD-L1 era così definito: ≥25% delle cellule tumorali (CT) o delle cellule immunitarie infiltranti il tumore (CI) esprimenti PD-L1 di membrana, se le CI coinvolgono >1% dell'area tumorale, oppure CT≥25% o CI =100% se le CI coinvolgono ≤1% dell'area tumorale. Inoltre, circa il 14,3% di tutti i pazienti valutabili ha raggiunto una risposta parziale, mentre il 2,7% ha raggiunto una risposta completa.

Dei pazienti sottoposti solo a terapia neoadiuvante o adiuvante prima della partecipazione al  trial, il 24% (n=9) ha avuto una risposta. Sulla base di un endpoint secondario di questo trial a braccio singolo, il tempo medio alla risposta è stato di sei settimane. Tra i 31 pazienti che hanno complessivamente risposto, 14 pazienti (45%) hanno mostrato una risposta duratura per sei o più mesi, mentre 5 pazienti hanno mostrato una risposta duratura per 12 o più mesi.

Pascal Soriot, Chief Executive Officer di AstraZeneca, ha affermato: “Siamo entusiasti di offrire durvalumab come breakthrough therapy per i pazienti con tumore della vescica localmente avanzato o metastatico. Durvalumab è il fondamento del nostro ampio programma di Immuno-Oncologia, in corso di sviluppo per numerose tipologie di tumore, sia come monoterapia che in combinazione con altri farmaci. Questa prima approvazione per durvalumab è un'importante pietra miliare nel nostro percorso di ritorno alla crescita e ci avvicina ancora di più al nostro obiettivo di ridefinire le modalità di trattamento del cancro.”

Durvalumab è inoltre oggetto di studio nel trial di Fase III DANUBE come trattamento di 1a linea per il carcinoma uroteliale, come monoterapia e in combinazione con tremelimumab.

Informazioni su durvalumab
Durvalumab (precedentemente noto come MEDI4736) è un anticorpo monoclonale umano diretto contro il PD-L1, che blocca l'interazione di PD-L1 con PD-1 e CD80.

Durvalumab è inoltre in corso di studio per il trattamento di 1a linea dei pazienti con tumore della vescica, inoperabile o metastatico, come monoterapia e in combinazione con tremelimumab, un inibitore dei checkpoint che blocca il CTLA-4, nell'ambito del trial di Fase III DANUBE, il cui ultimo paziente ha iniziato la somministrazione nel primo trimestre del 2017 (trial globale, a esclusione della Cina). Sono in corso ulteriori trial clinici per lo studio di durvalumab come monoterapia o in combinazione in numerosi tumori solidi e tumori del sangue.
Informazioni sul tumore della vescica

I carcinomi uroteliali della vescica hanno origine dall'epitelio della vescica e sono la nona forma più comune di cancro al mondo. Si stima che nel 2016, circa 430.000 persone nel mondo abbiano ricevuto una diagnosi di carcinoma della vescica, 165.000 delle quali non sono sopravvissute. Il carcinoma uroteliale metastatico della vescica rimane un bisogno clinico insoddisfatto: tra i pazienti trattati con chemioterapia come standard di cura, il tasso di sopravvivenza a cinque anni è inferiore al 15%.

Il micro-ambiente tumorale del carcinoma uroteliale (UC) ostacola notevolmente la funzione dei linfociti, permettendo al cancro di evadere il sistema immunitario sfruttando segnali inibitori, quali quelli dei checkpoint, PD-L1/PD-1. Il PD-L1 è ampiamente espresso nelle cellule tumorali e immunitarie dei pazienti con UC e aiuta i tumori a evitare il rilevamento da parte del sistema immunitario legandosi con il recettore PD-1 sui linfociti T citotossici.