La corsa per il primo fattore IX long acting che richiederà una sola somministrazione alla settimana, almeno in Usa, è stata vinta da Biogen che ha appena ricevuto l’approvazione delle autorità sanitarie del paese nord americano per Alprolix, un farmaco indicato per l’emofilia B.

L’emofilia B è un disordine ereditario delal coagulazione che colpisce 4milapersone negli Usa e 25mila a livello mondiale.

Biogen sta sviluppando il farmaco insieme a Swedish Orphan Biovitrum AB. Il nuovo farmaco è costituito da FIXFc è una versione ricombinante del fattore IX della coagulazione, una proteina di fusione monomerica formata da una singola molecola di fattore IX legata covalentemente al dominio Fc dell’immunoglobulina umana IgG1, disegnata in modo da restare nel torrente ematico più a lungo rispetto ai fattori della coagulazione sostitutivi attualmente disponibili.

La permanenza relativamente lunga di rFIXFc nel torrente circolatorio è stata confermata in uno studio di farmacocinetica effettuato su alcuni dei partecipanti, che ha evidenziato un’emivita terminale media di circa 82 ore, contro le 34 ore di un fattore convenzionale.

Il deposito della domanda di registrazione alle autorità regolatorie si basa sui dati dello studio di fase III B-LONG i cui dati sono stati pubblicati nel dicembre del 2013 sul The New England Journal of Medicine. Lo studio B-LONG ha coinvolto 123 pazienti maschi, al di sopra dei 12 anni, trattati con rFIXFc con posologie differenti (profilassi settimanale, profilassi a intervalli personalizzati, trattamento episodico o gestione perioperatoria) per un massimo di 77 settimane.

Il trattamento ha portato ai seguenti risultati: 2,95 episodi emorragici per anno nel gruppo sottoposto al trattamento settimanale, con una dose iniziale di 50 UI/kg;  1,38 episodi per anno nel gruppo sottoposto alla profilassi personalizzata (con un dosaggio di 100 UI/kg); 17,69 episodi per anno nel gruppo trattato solo dopo l’episodio di sanguinamento.

Nel braccio trattato una volta alla settimana, il dosaggio di farmaco è stato regolato in modo da avere livelli di valle nella circolazione sufficienti per prevenire le emorragie.

Le terapie più moderne per l’emofilia richiedono due o tre infusione settimanale del fattori ricombinante (VII per l’emofilia A e il IX per la B, molto più rara). La ricerca sta lavorando per la messa a punto di fattori ricombinati long acting che richiedono molte meno infusioni. Il farmaco di Biogen ha un’emivita molto lunga tanto da richiedere una infusione ogni 10-14 giorni per garantire la protezione dai sanguinamenti.

Biogen sta anche sviluppando un altro farmaco simile, Elocate, per la terapia dell’emofilia A, anomalia genetica molto più frequente che nei soli Usa colpisce circa 20mila individui.

I farmaci per l’emofilia B hanno un mercato mondiale di circa 6 miliardi di dollari, quelli per la B di circa 1 miliardo.
Una volta approvato negli Usa, secondo le aspettative dell’azienda, nel 2019 Alprolix potrebbe generare vendite di $286 milioni, mentre Eloicate potrebbe arrivare a $1,1 miliardi.

Biogen (e SOBI) non sono però le uniche aziende impregnate per mettere a disposizione dei pazienti con emofilia questo nuovo avanzamento terapeutico. Anche Bayer, Baxter e Novo stanno lavorando nella medesima direzione.

L'emofilia colpisce quasi esclusivamente i maschi. Le poche donne affette sono frutto di un padre emofilico e una madre portatrice, oppure di mutazioni genetiche. I maschi affetti possono avere parenti affetti dal lato materno. L'emofilia colpisce una persona su 10.000 ed è diffusa in tutto il mondo. Al momento sono circa 400.000 sul pianeta le persone diagnosticate, di cui circa 7.000 (calcolando anche patologie affini da carenze di fattori diversi) in Italia.