Epatite C, parere positivo Fda per simeprevir

Fda
Con un equivocabile 19 voti a favore e nessuno contrario, un panel di esperti dell’Fda ha dato parere positivo all’approvazione del nuovo antivirale simeprevir (TMC435), un farmaco sperimentale che agisce inibendo la proteasi NS3/4A del virus dell’epatite C.

Il parere positivo si riferisce all’impiego in pazienti con Hcv di genotipo 1 in pazienti adulti con malattia epatica compensata che siano naive al trattamento o che abbiano fallito una precedente terapia con interferone, con o senza la ribavivirina.

Simeprevir è un inibitore della proteasi NS3/4A di nuova generazione; si somministra con il regime di una capsula al giorno insieme all’interferone pegilato e alla ribavirina per il trattamento dell’epatite cronica C, genotipo 1, a pazienti adulti con epatopatia compensata (inclusa la cirrosi) con o senza co-infezione da HIV-1, mai sottoposti a trattamento o nei quali la terapia precedente con interferone è fallita. Il genotipo 1 è la forma più prevalente del virus dell’epatite C (HCV) nel mondo.

Gli studi hanno dimostrato risultati positivi sulla risposta virologica sostenuta (SVR) nella maggior parte dei casi: Tuttavia, una sottopopolazione di pazienti HCV - quelli con genotipo 1a e un polimorfismo Q80K - hanno risposto in modo simile ai controlli negli studi su pazienti naive o in recidiva.

A causa della riduzione dell'efficacia in questi soggetti , il panle di esperti Fda ha dichiarato che intende raccomandare lo screening di tutti i soggetti con genotipo 1° per il polimorfismo virale Q80K prima di iniziare la terapia con simeprevir al fine di considerare altre opzioni di trattamento.

Il Comitato ha anche discusso gli aspetti del profilo di sicurezza di simeprevir e concordato senza votazione che fra le avvertenze dovrebbe essere inclusa una raccomandazione circa la necessità di misure di protezione solare a causa di reazioni di fotosensibilità durante gli studi clinici .
 
Il panel inoltre ha raccomandato che ulteriori studi post-marketing dovrebbero essere condotti per definire meglio i rischi potenziali per diverse porzioni della popolazione e dei mezzi per ottimizzare l'utilizzo di simeprevir

Una decisione definitiva da parte dell’FDA è prevista il prossimo mese .
 
La domanda alle autorità per autorizzare simeprevir è sostenuta dai dati preliminari di efficacia di tre studi di Fase III su pazienti affetti da epatite C con genotipo 1: QUEST-1 e QUEST-2, su pazienti mai esposti al trattamento, e PROMISE su pazienti in ricaduta dopo terapia con interferone. I dati di uno studio di Fase II e di uno studio di Fase III attualmente in corso sostengono l’uso del farmaco in pazienti colpiti da virus con genotipo 4.

Ulteriori studi di fase II sono in corso in regimi interferon free per i quali però la richiesta di registrazione arriverà successivamente. Con o senza ribavirina, il farmaco è in studio nelle seguenti combinazioni: con l’inibitore non nucleosidico sviluppato da Janssen (TMC647055) associato a ritonavir in pazienti naïve alla terapia di genotipo 1a e 1b; associato a sofosbuvir (GS-7977) in pazienti naïve e in null-responder di genotipo 1; associato al daclatasvir (BMS-790052) in pazienti naive e null responder di genotipo 1.
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