L'Fda ha appena approvato everolimus per la terapia dell'astrocitoma subependimale a cellule giganti (SEGA), un tumore cerebrale benigno associato alla sclerosi tuberosa (ST).

Lo studio che ha determinato l'approvazione del farmaco è un trial di fase II in aperto e con un solo braccio di trattamento che ha coinvolto 28 pazienti con tumore SEGA.  I dati mostrano che everolimus riduce in modo significativo le dimensioni dei SEGA, che in nessun paziente è stato necessario intervenire chirurgicamente e che nessuno ha sviluppato nuovi SEGA mentre era in cura con everolimus.

E' attualmente in corso uno studio di fase III che confronta l'efficacia di everolimus verso placebo in pazienti con tumore SEGA.

Nello studio di fase II, 28 pazienti dai tre anni in su (età media=11, range da 3 a 34) nei quali è stata riscontrata una crescita del SEGA hanno ricevuto Everolimus per via orale nel dosaggio giornaliero di 3 mg/m2 (una volta al giorno oppure in regime di giorni alterni), che è stato successivamente adattato in base alla tollerabilità per ottenere una concentrazione minima nel sangue di 5-15 ng/mL.

La durata media del trattamento è stata di 21,5 mesi. Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario relativo alla modifica del volume della lesione principale del SEGA a 6 mesi (o all'ultima valutazione disponibile se un paziente ha sospeso il trattamento prima del sesto mese). I risultati di una valutazione indipendente a livello centrale hanno mostrato che nel 75% (21 pazienti su 28) è stata registrata una riduzione di almeno il 30% nel volume del SEGA a 6 mesi (p<0,001).

I risultati dello studio hanno dimostrato anche che il trattamento con everolimus è stato associato a una riduzione clinicamente rilevante nella frequenza complessiva di attacchi epilettici (p=0,022). Dei 16 pazienti con attacchi all'inizio dello studio per i quali era disponibile il video-EEG (video-elettroencefalogramma), 9 hanno mostrato una riduzione nella frequenza degli attacchi, 6 non hanno registrato alcun cambiamento e 1 ha mostrato un incremento (variazione media -1,0; p=0,022). Una riduzione è stata anche evidente nella proporzione di pazienti con attacchi quotidiani: da 7 su 26 pazienti all'inizio a 2 su 25 pazienti a distanza di 6 mesi (in base all'osservazione dei caregiver).

I tumori SEGA
La sclerosi tuberosa è una malattia genetica che causa la crescita di tumori benigni, definiti amartomi, in molti organi vitali. Si stima colpisca da 25mila a 40mila persone negli Stati Uniti e da 1 a 2 milioni nel mondo. Questi tumori possono formarsi in qualsiasi organo, ma le sedi più comuni sono: cervello, reni, cuore, occhi, polmoni e cute3. I sintomi più comuni comprendono: attacchi epilettici, ritardo mentale, autismo, problemi comportamentali e anomalie a livello renale e cutaneo.

I SEGA, presenti nel 5-20% dei pazienti con ST, colpiscono principalmente bambini e adolescenti e possono causare gravi rigonfiamenti cerebrali o idrocefalo. Attualmente, l'unica opzione di trattamento per i pazienti con SEGA in crescita è la neurochirurgia. Nei pazienti coinvolti nello studio e trattati con everolimus, si è osservato che la crescita del SEGA si stabilizza.

La sclerosi tuberosa è causata da una mutazione nei geni TSC1 e TSC2 che controllano in modo negativo mTOR, proteina che agisce come regolatore centrale della divisone cellulare nei tumori, della crescita dei vasi sanguigni, metabolismo cellulare e dell'orientamento cellulare nei neuroni3,6. Inibendo l'attività di mTOR in questa via proteica, Everolimus può inibire la crescita del tumore e i sintomi correlati, causati dalla crescita del tumore nel cervello, compreso l'idrocefalo.