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Everolimus, parere positivo Fda per i tumori neuroendocrini pancreatici

Gli esperti Fda dell’Oncologic Drugs Advisory Committee hanno dato parere positivo all’approvazione di everolimus (Afinitor, Novartis) per la terapia dei tumori neuroendocrini pancreatici in fase avanzata, in inglese noti con la sigla pNET.

Il Comitato di esperti ha votato 10 a 0 sul fatto che i benefici del farmaco sono superiori ai possibili rischi. Il dato che ha convinto gli esperti è il raddoppio della sopravvivenza senza progressione (PFS) nei pazienti trattati con everolimus.

I pazienti con tumori NET hanno poche opzioni terapeutiche e nessun nuovo farmaco è stato approvato negli ultimi 30 anni.
Il parere positivo degli esperti dell’Fda si basa sui risultati dello studio RADIANT-3 che hanno dimostrato che rispetto al placebo everolimus ha incrementato il periodo medio senza la crescita del tumore (PFS) da 4,6 a 11,0 mesi. I dati hanno inoltre mostrato che everolimus riduce il rischio di progressione del tumore del 65% ( hazard ratio=0.35 [95% confidence interval, 0.27 a 0.45]; p<0.0001).

Per saperne di più sullo studio RADIANT-3

Everolimus
Everolimus è un inibitore selettivo di mTOR, una serin-treonin chinasi chiave la cui attività è nota per essere sovraregolata in un numero di tumori nell'uomo. Everolimus si lega alla proteina intracellulare FKBP-12, formando un complesso che inibisce l'attività di mTOR complex-1 (mTORC1). L'inibizione della via del segnale di mTORC1 interferisce con la traduzione e la sintesi di proteine riducendo l'attività della protein chinasi S6 ribosomiale (S6K1) e la proteina eucariotica di legame del fattore 4E di allungamento della traduzione (4EBP-1) che regolano le proteine coinvolte nel ciclo cellulare, nell'angiogenesi e nella glicolisi. Everolimus riduce i livelli del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF), che potenzia i processi angiogenici tumorali. Everolimus è un potente inibitore della crescita e della proliferazione delle cellule tumorali, delle cellule endoteliali, dei fibroblasti e delle cellule muscolari lisce associate ai vasi sanguigni e ha mostrato di ridurre la glicolisi nei tumori solidi in vitro e in vivo.

Attualmente, con il marchio Afinitor, everolimus è indicato nei pazienti con carcinoma a cellule renali la cui malattia sia progredita nonostante precedenti terapie con sunitinib o sorafenib. Inoltre, con il marchio Certican, everolimus è indicato per la prevenzione del rigetto nel trapianto di cuore e di rene.

I tumori neuroendocrini pancreatici (NET)
I tumori neuroendocrini sono neoplasie ormonali a bassa incidenza (mediamente 5 casi/100.000).
Nel corso degli ultimi 30 anni la loro incidenza è però aumentata di circa 5 volte.
Si tratta di neoplasie molto rare che originano in ghiandole endocrine o in cellule endocrine disperse nel sistema gastrointestinale. Le cellule endocrine intestinali, regolano le attività secretorie e motorie dell'apparato digerente, sotto l'influenza di stimoli locali di natura chimica (acidità-pH) o meccanica (distensioni viscerali) e di stimoli trasmessi per via ematica e nervosa, producendo sostanze per via paracrina (locale) o endocrina (nel sangue).

I NET pancreatici possono crescere in modo aggressivo e, al momento della diagnosi, quasi il 60% dei pazienti ha la malattia già in fase avanzata, il che significa che il cancro si è diffuso ad altre parti del corpo ed è diventato più difficile da curare. Generalmente, la sopravvivenza media dei pazienti con NET pancreatico avanzato è di 24 mesi. Attualmente, l'intervento chirurgico e la chemioterapia sono le uniche opzioni di trattamento disponibili per i pazienti con NET pancreatico in fase avanzata.


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