L’Fda ha approvato ibrutinib come terapia ad agente singolo per il trattamento dei pazienti con leucemia linfatica cronica (LLC) pretrattati con almeno una terapia. Lo scorso novembre, il farmaco era già stato approvato per il trattamento dei pazienti con linfoma a cellule mantellari.  Sviluppato congiuntamente da Johnson & Johnson e dalla biotecg Pharmacyclics il farmaco è in commercio con il marchio Imbruvica. Si tratta di un'approvazione preliminare concessa con la procedura dell'accelerated approval e che si bas asu un trial di fase II; andrà quindi confermata da studi di fase III.

La leucemia linfatica cronica è la forma di leucemia più diffusa, dove i linfociti B CD5+ si espandono e si accumulano in varie parti del corpo, tra cui il sangue, i linfonodi e il midollo osseo.
Il farmaco è stato approvato nella LLC attraverso un processo di valutazione accelerato e precedentemente aveva ricevuto la designazione di terapia fortemente innovativa per il trattamento di questi pazienti e la designazione di farmaco orfano.

Commenta il dott. Richard Paznur, responsabile del centro di Ematologia della FDA: “L’approvazione di oggi dona ai pazienti affetti da leucemia linfocitica cronica una nuova opzione terapeutica anche nel caso in cui il tumore abbia continuato a crescere nonostante la somministrazione di chemioterapia specifica. Il processo di valutazione ed approvazione è stato accelerato, in modo tale da rendere la terapia disponibile per tutti coloro che ne hanno bisogno vitale.”

Ibrutinib è somministrato per via orale, una volta al giorno, e appartiene a una categoria di farmaci chiamati inibitori della tirosin-chinasi di Bruton (BTK), una proteina avente un'importanza cruciale per la crescita e la differenziazione delle cellule B. La Bruton’s tirosin-chinasi (BTK), un componente essenziale del pathway del B-cell receptor, è una molecola chiave di segnalazione per l'attivazione delle cellule B ed è ritenuta coinvolta in varie neoplasie ematologiche, tra la macroglobulinemia di Waldenstrom, nonché la LLC e il linfoma a cellule mantellari.

L’approvazione del farmaco nella LLC si basa sui risultati dello studio di fase 1b/II PCYC-1102-CA, che ha arruolato 48 pazienti con LLC refrattaria e recidivante. La maggior parte dei pazienti avevano ricevuto la diagnosi di LLC 6,7 mesi prima dell’arruolamento e avevano ricevuto quattro terapie precedenti. Tutti i partecipanti sono stati trattati con 420 mg del farmaco somministrato per via orale fino alla progressione della malattia.

Nello studio, il tasso di risposta generale era del 58,3% e tutte le risposte erano parziali. La durata della risposta era compresa tra 5,6 mesi e 24,2 mesi.
Gli eventi avversi più frequenti erano la riduzione dei livelli delle piastrine, diarrea, prurito, neutropenia, anemia, infezioni del tratto respiratorio superiore, fatigue, dolore muscolare, febbre, costipazione, nausea, sinusiti e vertigini.

In questo setting, il farmaco ha già dato prova di superiorità verso ofatumumab . Poche settimane fa un comitato di monitoraggio indipendente aveva deciso di interrompere in anticipo uno studio di fase III condotto sul farmaco ibrutinib in pazienti con leucemia linfatica cronica e leucemia linfocitica a piccole cellule in quanto era già osservabile una differenza significativa in favore di ibrutinib rispetto al controllo in termini di sopravvivenza libera dalla malattia (PFS), l’endpoint principale dello studio.

Lo studio PCYC-1112-CA (RESONATE) è un trial internazionale, randomizzato, in aperto, che ha arruolato 391 pazienti con leucemia linfatica cronica recidiva o refrattaria/leucemia linfocitica a piccole cellule, non eleggibili per la terapia con analoghi delle purine e che avevano ricevuto almeno un trattamento precedente per la malattia.

Per il farmaco vi sono grandi aspettative non solo cliniche ma anche economiche. La società RBC Capital Markets stima che entro il 2026 Imbruvica possa generare un fatturato annuo di $6.5 miliardi , di cui 3 nei soli Usa.

Comunicato Fda