Dopo due anni  di tira e molla, l’Fda ha approvato l’anticoagulante rivaroxaban per la prevenzione della trombosi venosa profonda, la più temibile tra le complicanze degli interventi ortopedici maggiori di sostituzione del ginocchio e dell’anca. Questa indicazione è stata da tempo concessa in Europa ed è approvata anche nel nostro Paese. In Usa il farmaco verrà commercializzato congiuntamente con il marchio Xarelto da Bayer HealthCare e Johnson & Johnson.

I dati di fase III ricavati dal programma di sviluppo clinico di rivaroxaban hanno evidenziato superiore efficacia da parte di questo farmaco rispetto a enoxaparina, sia confrontando le due opzioni terapeutiche a parità di durata di trattamento ( 5 o 2 settimane, artroprotesi d’anca e di ginochio rispettivamente) che nel raffronto tra una profilassi prolungata con rivaroxaban (5 settimane) con una a breve termine (2 settimane seguita da placebo) con enoxaparina. In tutti i trial, inoltre il profilo di sicurezza di rivaroxaban è risultato sovrapponibile a enoxaparina, sia per i sanguinamenti che per la funzionalità epatica e gli eventi cardiovascolari .

L’approvazione si basa soprattutto sui dati di uno studio di fase III (EINSTEIN-DVT) in cui il nuovo anticoagulante ha dimostrato di avere la stessa efficacia di enoxaparina associata a un inibitore della vitamina K nella prevenzione del tromboembolismo venoso ricorrente in pazienti con trombosi venosa profonda sintomatica acuta (TVP).

La terapia con rivaroxaban ha dimostrato la non inferiorità rispetto a quella con enoxaparina associata a un inibitore della vitamina K . L'end point primario dello studio era definito come incidenza cumulativa di TVP sintomatiche e ricorrenti, ed embolie polmonari fatali e non fatali, la cui incidenza è risultata, rispettivamente del 2,1% vs. 3,0%. Lo studio ha ampiamente raggiunto i criteri statistici per la non inferiorità (p <0.0001) ed è risultato molto vicino alla superiorità.

Risultati positivi anche per la safety del farmaco in quanto l'incidenza di sanguinamenti maggiori e non maggiori ma clinicamente rilevanti è stata sovrapponibile: 8.1% in entrambi i trattamenti (p=0.77).

C’è molto interesse per questo farmaco, anche della comunità finanziaria, soprattutto però per il suo impiego nella fibrillazione atriale per la prevenzione dello stroke. Per questa nuova indicazione, entro la fine dell’anno è attesa la risposta delle autorità regolatori europee e americane.

Dopo dabigatran, rivaroxaban è il secondo anticoagulante approvato dall’Fda. In corsa ci sono anche apixaban (Pfizer) che ha già ottenuto questa indicazione, almeno in Europa, ed edoxaban (Daiichi Sankyo), già approvato in Giappone. Betrixaban, su cui Merck aveva un’opzione, è invece stato sostanzialmente abbandonato.

Informazioni su rvaroxaban
Rivaroxaban è un anticoagulante orale nato nei laboratori Bayer HealthCare di Wuppertal, in Germania, ed è in fase di sviluppo congiunto da parte di Bayer HealthCare e di Johnson & Johnson Pharmaceutical Research & Development, L.L.C. Il farmaco presenta rapida una rapida insorgenza d’azione con una concentrazione dose-risposta prevedibile e una biodisponibilità elevata; non comporta alcuna necessità di monitorare i parametri della coagulazione e mostra limitate interazioni alimentari e farmacologiche.

Rivaroxaban, commercializzato con il nome Xarelto, è l’unico anticoagulante orale ad aver dimostrato superiore efficacia anche rispetto al dosaggio americano di enoxaparina (30 mg due volte al giorno). Ad oggi, è stato approvato in oltre 110 nazioni in tutto il mondo, e Bayer HealthCare l'ha lanciato con successo, per questa indicazione, in più di 80 Paesi. Negli Stati Uniti, i diritti di commercializzazione per rivaroxaban sono detenuti da Janssen Pharmaceuticals, Inc. (un'azienda di Johnson & Johnson). La forza vendita di Bayer HealthCare supporterà quella di Janssen Pharmaceuticals, Inc., illustrando dettagliatamente Xarelto® presso reparti ospedalieri indicati.

L'esteso programma di sviluppo clinico a sostegno di rivaroxaban fa sì che esso rappresenti l'inibitore orale diretto del fattore Xa più studiato e pubblicato. Gli studi, pubblicati e in corso di svolgimento, coinvolgono più di 65.000 pazienti per la prevenzione e il trattamento dei disordini tromboembolici venosi e arteriosi in un ampio spettro di condizioni croniche e acute, tra cui la prevenzione dell'ictus nei pazienti con fibrillazione atriale, il trattamento della TVP e dell’Embolia Polmonare e la prevenzione secondaria nel paziente con sindrome coronarica acuta.

Trombosi venosa profonda
Secondo la American Academy of Orthopedic Surgeons, ogni anno sono più di 800.000 gli statunitensi che vengono sottoposti a chirurgia elettiva totale di anca o di ginocchio. Si tratta di procedure legate a un aumento del rischio di Trombosi Venosa Profonda ossia un coagulo di sangue che si forma in una vena profonda, in genere a livello degli arti inferiori. Il rischio maggiore cui può andare incontro un paziente  è che questo coagulo, o un suo frammento, possa migrare nel circolo polmonare e causare un’embolia, dall’esito talvolta fatale.

Per contribuire a ridurre questi rischi, l'American College of Chest Physicians raccomanda l'impiego di anticoagulanti subito dopo l’intervento di chirurgia elettiva totale di anca o di ginocchio, e un uso prolungato dopo la dimissione ospedaliera (almeno 10 giorni per la sostituzione totale di ginocchio e fino a 35 per quella di anca). Tuttavia, adoperando le opzioni  fino ad oggi a disposizione ( eparine a basso peso molecolare, fondaparinux o inibitori della vitamina K, questi ultimi poco utilizzati in Europa) non è stata generalmente osservata una piena aderenza a queste linee guida. La TVP e l'Embolia Polmonare sono le cause principali alla base di una riospedalizzazione dopo interventi di questo tipo.