I risultati preliminari di uno studio sponsorizzato dall’Fda e dall’Agency for Healthcare Research and Quality (AHRD) sul rischio vascolare associato all’uso di farmaci stimolanti utilizzati nella terapia del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) non hanno portato ad alcuna nuova avvertenza o restrizione per questi medicinali. Lo ha annunciato l’Fda.

Per arrivare a tali conclusioni gli esperti delle due Agenzie hanno analizzato i dati di più di 500mila pazienti in trattamento con farmaci per ADHD e di circa 1 milione di soggetti che non erano in terapia con questi farmaci.

Lo studio è stato condotto perché nel 2009 tra 564 pazienti pediatrici deceduti per cause sconosciute, 10 decessi si erano verificati in pazienti che stavano assumendo farmaci stimolanti per l’ADHD.

In base ai risultati preliminari dello studio, l’Fda ha deciso che per il momento non esiste alcuna ragione per modificare le avvertenze su questi farmaci.  Per alcuni medicinali, come il metilfenidato, esistono già delle avvertenze sul rischio di morte cardiaca improvvisa se usati in pazienti pediatrici o adolescenti. L’Fda ha raccomandato tale avvertenza nel 2006.

Nel 2007, l’Agenzia americana ha raccomandato alle aziende che producono tali farmaci di produrre delle guide specifiche su tali farmaci riguardanti i possibili rischi legati all’uso. Tali guide raccomandano ai medici di lavorare insieme ai pazienti per sviluppare trattamenti specifici per il singolo soggetto tenendo conto della storia clinica e della condizione attuale del paziente e in particolare dei problemi cardiovascolari e psichiatrici, inclusi quelli dei famigliari.