L’Fda ha approvato l’impiego di imatinib per tre anni nei pazienti sottoposti a rimozione di tumori stromali gastrointestinali KIT (CD117)-positivi.
Nel 2002 imatinib fu approvato per la terapia del tumore GIST in fase avanzata o metastatica. Nel 2008, il farmaco aveva già ricevuto un’approvazione preliminare in questo setting (terapia adiuvante).

Adesso l’approvazione definitiva trae origine dai dati dello studio SSG XVIII  che ha dimostrato come a cinque anni di distanza, nel 66% dei pazienti che hanno assunto imatinib per tre anni non si è verificato alcun episodio tumorale (endpoint primario dello studio), mentre per i pazienti che lo hanno assunto per un solo anno la percentuale è stata del 48% (p<.0001).

Inoltre, le percentuali dei pazienti rimasti in vita, tra quelli che hanno assunto imatinib per tre anni e quelli che lo hanno assunto per un solo anno (endopoint secondario), sono state rispettivamente del 92% e dell’82% (p=0,019).1 Il follow-up mediano sui pazienti è stato effettuato a distanza di 54 mesi.

L’indicazione del farmaco è stata anche aggiornata con i dati dello studio SSG XVIII che hanno posto in luce la differenza nel benefico ottenuto con una terapia di 36 mesi anziché di soli 12.

Tumori GIST
I GIST, tumori stromali gastrointestinali, sono tumori, rari, del tratto gastroenterico, che interessano principalmente stomaco e intestino. Essi sono  inquadrabili tra i sarcomi, e differiscono quindi dai tumori che più frequentemente interessano tali organi, cioè i carcinomi.

Si registrano 1,5 nuovi casi ogni 100mila persone. Riferendosi all’Italia, ciò significa una diagnosi di circa 1.300 nuovi casi di GIST all’anno.

Il trattamento cardine dei GIST localizzati non metastatici è l’asportazione chirurgica del tumore, ma in un paziente su due la malattia si ripresenta dopo l’intervento. Imatinib somministrato dopo l’intervento chirurgico è raccomandato nel trattamento dei pazienti a rischio intermedio-alto di recidiva. Imatinib è anche indicato nel trattamento di pazienti con GIST metastatico o non resecabile. In questi pazienti ha modificato la storia naturale della malattia, triplicando la sopravvivenza globale mediana a oltre 57 mesi.