Un panel di esperti dell’Fda ha dato il via libera preliminare all’impiego di ranibizumab per la terapia dell’edema maculare diabetico. Quest'ultima è una forma di retinopatia diabetica particolarmente grave ed è la causa più frequente di perdita del visus nelle persone diabetiche. Negli ultimi 25 anni lo standard di cura per questa malattia è stata la fotocoagulazione laser. Dopo aver esaminato i dati del dossier clinico, gli esperti incaricati dall’Fda hanno raccomandato l’approvazione di entrambe le dosi del farmaco, cioè  0,3 e 0,5 mg.

Adesso la parola passa all’agenzia americana, che pur non essendo obbligata a ratificare le decisioni dei propri esperti normalmente le segue. Lo sapremo tra un paio di mesi.

L’Emd insorge quando, a causa di un’alterata permeabilità capillare, un flusso passivo di plasma o sangue passa dal compartimento vascolare nello spazio extracellulare. In condizioni di normalità, l’endotelio dei vasi retinici funziona come una barriera selettiva grazie a tre meccanismi: presenza di enzimi specifici deputati al trasporto, pinocitosi che limita il passaggio transcellulare di sostanze insolubili e la presenza di giunzioni endoteliali strette che impediscono la diffusione intercellulare di sostanze solubili. Nei soggetti diabetici, la permeabilità transcellulare e intercellulare è aumentata.

Secondo le stime della International Diabetes Federation, le persone affette da diabete sono circa 285 milioni in tutto il mondo; di queste, il 14% sviluppa come complicanza l'edema maculare diabetico, la cui prevalenza sale al 29% nei soggetti che assumono insulina per oltre 20 anni. Inoltre, si prevede un continuo aumento dell'incidenza delle complicanze oculari, in parallelo con l'aumento drammatico dell'incidenza del diabete previsto per i prossimi 20 anni.