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Gilead fa il bis nella terapia con CAR-T: via libera Fda per KTE-X19 nel linfoma mantellare

Kite Pharma, la consociata di Gilead dedicata alla terapia con CAR-T, ha raggiunto un nuovo traguardo. Venerdì scorso la Food and drug administration ha approvato la terapia a base di cellule CAR-T nota con la sigla KTE-X19 come trattamento per i pazienti con linfoma mantellare.

Kite Pharma, la consociata di Gilead dedicata alla terapia con CAR-T, ha raggiunto un nuovo traguardo. Venerdì scorso la Food and drug administration ha approvato la terapia a base di cellule CAR-T nota con la sigla KTE-X19 come trattamento per i pazienti con linfoma mantellare.

Il farmaco sarà messo in commercio con il marchio Tecartus per i soggetti adulti con linfoma a cellule mantellari (o linfoma mantellare) che non hanno risposto ad altri trattamenti o hanno visto progredire il tumore dopo aver ottenuto inizialmente dei risultati.

KTE-X19 è il terzo trattamento a base di CAR-T a ricevere l'approvazione dell’agenzia Usa e il primo autorizzato per il trattamento del linfoma a cellule mantellari recidivante o refrattario.

Analogamente ad axi-cel (Yescarta), un’altra terapia a base di CAR-T sviluppata da Kite/Gilead e già disponibile anche in Italia, KTE-X19 è una terapia a base di CAR-T diretta contro l’antigene CD19. La differenza tra i due prodotti risiede nel processo di produzione. Il CAR di KTE-X19 è identico a quello di axi-cel, ma l’iter di preparazione di KTE-X19 è stato modificato in modo permettere un arricchimento in linfociti e la rimozione di cellule tumorali (linfoblasti) circolanti che potrebbero essere ancora presenti dopo la leucaferesi nel caso di pazienti affetti da alcuni tumori dei linfociti B, tra cui il linfoma mantellare, ma non solo. Grazie a questa modifica, le CAR-T KTE-X19 dovrebbero essere adatte come trattamento per le neoplasie maligne delle cellule B con linfoblasti circolanti.

Al pari delle terapie con CAR-T già approvate dagli enti regolatori, KTE-X19 sarà una terapia mirata per una popolazione selezionata di pazienti. Il linfoma a cellule mantellari è un tumore non comune che, secondo alcune stime, rappresenta solo il 2-7% dei casi adulti di linfomi non Hodgkin negli Stati Uniti e in Europa.

L'approvazione di questa terapia, che ha ricevuto dall’Fda la designazione di ‘Breakthrough Therapy’, terapia fortemente innovativa, e ha potuto beneficiare di una revisione prioritaria del dossier registrativo, si basa sui risultati dello studio ZUMA-2, uno studio a braccio singolo, in aperto, in cui l'87% dei pazienti ha risposto a una singola infusione di farmaco e il 62% dei pazienti ha ottenuto una risposta completa.
Tra i pazienti in cui si è potuta valutare la sicurezza, il 18% ha sviluppato una sindrome da rilascio di citochine (CRS) di grado 3 o superiore e il 37% una tossicità neurologica di grado 3 o superiore.

«Nonostante i promettenti progressi, ci sono ancora grandi lacune nel trattamento dei pazienti con linfoma mantellare che progrediscono dopo la terapia iniziale» ha affermato Michael Wang, autore principale dello studio ZUMA-2 e professore presso il Department of Lymphoma and Myeloma dello University of Texas MD Anderson Cancer Center di Houston. «Molti pazienti, inoltre, hanno malattie ad alto rischio e hanno maggiori probabilità di continuare a progredire, anche dopo i trattamenti successivi». La disponibilità di KTE-X19 come prima terapia cellulare in assoluto per i pazienti con linfoma mantellare recidivante/refrattario fornisce un'opzione importante, con la quale si può ottenere un tasso di risposta di quasi il 90%».

KTE-X19 ha un ‘Boxed Warning’ nella scheda del prodotto relativo ai rischi di CRS e tossicità neurologica. A questo riguardo, l’Fda approvato l’attuazione di una strategia di valutazione e mitigazione del rischio (REMS) per KTE-X19, che è stata combinata con la REMS già in atto per axi-cel.

Il linfoma mantellare è una forma rara di linfoma non-Hodgkin (NHL) che si origina da cellule della "zona del mantello" del linfonodo e colpisce prevalentemente gli uomini di età superiore ai 60 anni. Molti pazienti progrediscono dopo la terapia di prima linea e dopo una ricaduta il linfoma mantellare è altamente aggressivo.

«Questa approvazione segna l’approvazione della prima terapia con cellule CAR T per i pazienti affetti da linfoma a cellule del mantello e rappresenta una nuova frontiera nel trattamento di questa malattia» ha detto Meghan Gutierrez, Amministratore Delegato della Lymphoma Research Foundation. «Nell'ultimo decennio, i ricercatori hanno fatto significativi progressi nella nostra comprensione di questa malattia e abbiamo visto un aumento degli studi clinici, che speriamo continueranno a migliorare le strategie di trattamento e le opzioni disponibili per le persone affette da linfoma a cellule del mantello. Le notizie di oggi si basano su questi progressi e danno speranza ai pazienti affetti da linfoma a cellule mantello e ai loro cari».

KTE-X19 sarà prodotto nello stabilimento produttivo di Kite a El Segundo, in California. Nello studio ZUMA-2, il tasso di successo nella produzione di questa terapia con CAR-T è risultato del 96%, con un tempo mediano di produzione di 15 giorni, dalla leucaferesi alla consegna del prodotto. La velocità di produzione è un aspetto particolarmente critico per i pazienti con malattia avanzata come quelli ai quali le CAR-T sono destinate, che sono molto malati e a rischio di una rapida progressione della malattia.

KTE-X19 è attualmente in fase di revisione anche nell'Unione Europea e ha ottenuto dalla European Medicines Agency la designazione PRIME, che consente di velocizzare l’iter di revisione regolatoria, per ill infoma mantellare recidivato/refrattario.

Comunicato Fda


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