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Infezioni della cute, ok esperti Fda a tedizolid e dalbavancina

Un Comitato di esperti dell'Fda ha dato parere positivo all'approvazione di due nuovi antibiotici sviluppati per il trattamento delle infezioni acute della pelle e delle strutture cutanee, tedizolid e dalbavancina.

Tedizolid è un oxazolidinone di seconda generazione sviluppato da Trius Therapeutics per il trattamento delle infezioni severe da batteri Gram positivi. Il farmaco è disponibile in formulazione orale ed endovenosa. Questa classe di antibiotici, cui appartiene anche linezolid, ha un unico meccanismo di azione che si basa sul blocco della sintesi proteica con conseguente attività batteriostatica verso la maggior parte dei patogeni per l'uomo, inclusi i ceppi di Staphylococcus aureus resistenti alla meticillina, degli enterococchi resistenti alla vancomicina e degli pneumococchi resistenti alle cefalosporine.

Dalbavancina è un lipoglicopeptide sviluppato da Durata Therapeutics. Il farmaco, che si somministra per infusione, agisce indebolendo le pareti cellulare di batteri Gram positivi, incluso lo Staphylococcus aureus resistenti alla meticillina e in misura minore anche di batteri Gram negativi.

Per quanto riguarda tedizolid, la decisione degli esperti dell'Agenzia americana si basa sui risultati di due studi di fase III che hanno confrontato il nuovo antibiotico rispetto a linezolid.

Negli studi 112, i ricercatori hanno confrontato sei giorni di terapia con 200 mg/die di tedizolid somministrato per via orale rispetto a 10 giorni di trattamento con 600 mg due volte al giorno di linezolid per via endovenosa, con la possibilità di passare alla formulazione orale.

Nello studio 113, gli esperti hanno confrontato 200 mg/die di tedizolid somministrato per via endovenosa, rispetto a 600 mg due volte al giorno di linezolid per via endovenosa, con l'opzione di passare alla formulazione orale per entrambi i farmaci.

L'endpoint principale dello studio 112 era il tasso di risposta clinica a 48-72 ore dalla somministrazione degli antibiotici, definita come interruzione della diffusione della lesione primaria e assenza di febbre.

L'endpoint principale dello studio 113 era una riduzione di almeno il 20% dell'area della lesione primaria a 48-72 ore dalla somministrazione dei farmaci.
In entrambi gli studi, tedizolid è risultato non inferiore al farmaco di controllo. Nello studio 112, il tasso di risposta clinica con tedizolid era del 79,5% e del 79,4% con linezolid, per una differenza dello 0,1%. Nello studio 113, il tasso di risposta clinica era dell'85% con tedizolid e dell'82,6% con linezolid, per una differenza del 2,6%.

Per quanto riguarda la sicurezza, l'incidenza di eventi avversi era simile tra i due farmaci (42,7% con tedizolid e  43,2% con linezolid. L'incidenza di eventi avversi gravi era rispettivamente pari all'1,8% e al 2%.

Gli eventi avversi più frequenti per entrambi i farmaci includevano nausea, diarrea e vomito, riportati da 16% dei pazienti trattati con tedizolid e dal 23% dei pazienti trattati con linezolid.

Per quanto riguarda dalbavancina, la decisione degli esperti dell'Fda si basa sui risultati di due studi di fase III (301 e 302) che hanno confrontato due dosi settimanali dell'antibiotico (1,0 g al giorno 1 e 500 mg al giorno 8) rispetto a 15 mg per kg di vancomicina somministrata per via endovenosa ogni 12 ore per almeno 3 e fino a 14 giorni, con la possibilità di passare alla formulazione orale del farmaco.

L'endpoint principale degli studi era il tasso di risposta clinica, definita come l'interruzione della diffusione della lesione cutanea e l'assenza di febbre a 48-72 ore dalla somministrazione dei farmaci.

In entrambi gli studi dalbavancina è risultata non inferiore a vancomicina. Nello studio 301, l'83,3% dei pazienti trattati con dalbavancina e l'81,8% dei controlli ha raggiunto l'endpoint principale, per una differenza dell'1,5%. Nello studio 303, l'endpoint primario è stato raggiunto rispettivamente dal 76,8% dei pazienti trattati con dalbavancina e dal 78,3% dei controlli, per una differenza dell'1,5%. Inoltre, dalbavancina era non inferiore a vancomicina anche per l'endpoint di riduzione di almeno il 20% della lesione cutanea primaria.

Anche in questo caso gli eventi avversi erano simili tra i due farmaci e la maggior parte erano di lieve entità.

Gli esperti dell'Fda hanno suggerito all'Agenzia americana di approvare i due antibiotici solo nei pazienti adulti e di includere nelle indicazioni dei farmaci di limitare l'utilizzo dei farmaci nei pazienti con problemi a livello epatico.

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