Gli esperti dell’Fda che fanno capo al Peripheral and Central Nervous System Drugs Advisory Committee hanno dato parere positivo all’approvazione di suvorexant, il primo della nuova classe chiamata “antagonisti del recettore dell’orexina, per l’uso in pazienti con difficoltà all'addormentamento o rimanere addormentati. Entro un paio di mesi l’Fda dara il suo giudizio definitivo, di solito, ma non sempre, in linea con il parere degli esperti dei propri comitati.

Gli esperti si sono espressi in maniera netta e unanime (16 a 0) sull’efficacia del farmaco. C’è stato invece un dibattito abbastanza accesso circa la dose del farmaco che andrebbe approvata. MSD, la società farmaceutica che ha messo a punto il farmaco, aveva chiesto la registrazione per una dose da 20 mg da aumentare fino a 40 mg. se necessario.

Sulla base dei dati disponibili, gli esperti hanno espresso il timore che il farmaco potesse provocare sonnolenza il giorno successivo l’assunzione  e determinare problemi per chi si poneva alla guida di un veicolo. Hanno quindi raccomandato una dose da 15mg per le persone anziane e 20 mg per gli altri. Hanno anche lasciata aperta la possibilità dell’approvazione della dose da 10 mg.  affermando che non sarebbero necessari ulteriori studi per la sua immissione in commercio. Questa dose è stata studiata solo in fase II e si era dimostrata di efficacia modesta.

Studi clinici
I due studi registrativi di efficacia di Fase III erano entrambi trail multicentrici, randomizzati, in doppio cieco e controllati verso placebo, che hanno valutato il farmaco per un periodo di tre mesi in pazienti adulti con insonnia primaria (1,021 e 1,009 pazienti trattati rispettivamente nel Trial 1 e nel Trial 2). I' insonnia primaria è definita come la difficoltà di addormentarsi, rimanere addormentato o una scadente qualità del sonno, non causate da altri problemi medici.

Suvorexant è stato studiato in ogni trial ad un alto dosaggio (40 mg) in pazienti di età compresa tra 18-64 anni e a basso dosaggio (30 mg) in pazienti di 65 anni e oltre.
Gli endopoint di questi studi hanno incluso la media dei cambiamenti dal basale per suvorexant in confronto a placebo in entrambe le misurazioni soggettive (riportate dai pazienti) ed oggettive (polisonnografia, sleep lab-based, valutato in un sottogruppo di pazienti) nell’addormentarsi in un sonno continuo e nel mantenimento del sonno. Le misurazioni soggettive hanno incluso il tempo necessario ad addormentarsi e la durata totale del sonno.

In entrambi i trial su tutte le misurazioni soggettive, i pazienti in trattamento con suvorexant si sono addormentati più velocemente in modo significativo e sono rimasti addormentati più a lungo rispetto ai pazienti che assumevano il placebo ad uno e a tre mesi (p<0.003). Nelle misurazioni oggettive suvorexant ha significativamente ridotto il tempo che i pazienti hanno impiegato ad addormentarsi in modo continuativo e ha ridotto il tempo di veglia dei pazienti durante la notte a uno e tre mesi (endpoint primario) e fin dalla prima notte di assunzione (endpoint secondario) (p<0.001), ad eccezione della misurazione del mese 3 nel Trial 2, nel quale la differenza tra suvorexant e placebo nel tempo necessario ad addormentarsi non è risultata statisticamente significativa.

Meccanismo di azione
Questo farmaco agisce sull’insonnia in un modo differente dagli altri. Agisce come antagonista dei recettori dell'orexina ed è stato sviluppato per la cura dell'insonnia primaria. L'orexina è un neuropeptide prodotto dai neuroni dell’ipotalamo posterolaterale, responsabile, tra l’altro, della regolazione del ciclo sonno-veglia.

Questa molecola è diventata nota per la narcolessia, la malattia che fa addormentare improvvisamente e senza preavviso. Chi soffre di questo disturbo è privo di orexina. Gli studiosi hanno intuito che se questa molecola che regola la veglia, lavorando su questa è possibile riuscire a curare chi soffre di insonnia, disturbo di cui soffre circa il 20-30% delle popolazione.

Lo sviluppo di farmaci anti-insonnia si è concentrato tradizionalmente sugli agonisti del recettore delle benzodiazepine. L'identificazione di pathway legati in modo più specifico alla neurobiologia del ritmo circadiano sonno/veglia, come quello dell’orexina, ha offerto la possibilità di sviluppare nuove strategie per curare l'insonnia.