L'Fda ha recentemente richiesto un aggiornamento del "black box" warning presente sulle confezioni del farmaco leflunomide per includere anche l'insorgenza di possibili danni epatici e una serie di indicazioni per ridurre tali rischio.  Già precedentemente era stata inserito un "boxed warning" che spiegava che il trattamento con leflunomide è controindicato nelle donne in gravidanza o nelle donne in età fertile che non usano contraccettivi affidabili.  Il farmaco è indicato per la terapia dell'artrite reumatoide.

Nel periodo compreso fra l'agosto 2002 e il  maggio 2009, l'agenzia americana ha ricevuto 49 report, riguardanti eventi avversi gravi comparsi a seguito della somministrazione del farmaco, quali ittero, coagulopatia, encefalopatia. Dei pazienti che hanno riportato eventi avversi, 36 sono stati ricoverati in ospedale.  Gli eventi indesiderati si sono verificati a distanza variabile dalla somministrazione del farmaco (dai 9 giorni ai 6 anni) .

Adesso nelle informazioni sul farmaco verrà precisato che il rischio maggiore di danno epatico si è presentato nei pazienti che hanno assunto contemporaneamente leflunomide e altri farmaci che possono causare danni epatici o in pazienti con danni epatici preesistenti.
Sul foglio illustrativo del farmaco verrà precisato che durante la somministrazione del farmaco è necessario monitorare mensilmente il livello degli enzimi epatici per un periodo di tre mesi dopo l'inizio del trattamento.

Se i livelli di ALT (alanina aminotransferasi) risulteranno superiori a due volte il normale, la somministrazione del farmaco deve essere interrotta e deve essere effettuato un trattamento di washout con colestiramina per accelerare l'eliminazione del farmaco dall'organismo. Successivamente, i pazienti dovranno essere sottoposti settimanalmente a test di funzionalità epatica fino al ritorno a livelli normali.
Inoltre, i pazienti che durante l'assunzione di leflunomide presentano prurito, occhi gialli o la pelle, urine scure, perdita di appetito, o feci di colore chiaro dovranno subito rivolgersi a un medico.