L'FDA ha approvato tolvaptan (Samsca, Otsuka Pharmaceutical) il primo antagonista orale del recettore V2 della vasopressina, indicato per la terapia di pazienti con iponatremia ipovolemica ed euvolemica.

La somministrazione per via orale del farmaco con una posologia once a day ha dimostrato di poter aumentare significativamente i livelli di sodio entro le prime 8 ore e di mantenere questa variazione per 30 giorni.

Il farmaco blocca il legame tra la Vasopressina e recettori specifici denominati V2 situati sulla membrana basolaterale delle cellule del tubulo contorto distale. Il legame tra la vasopressina e questi recettori causa ritenzione di acqua e quindi iponatremia. Bloccandoli, Tolvaptan aumenta la secrezione di acqua senza soluto (acquaresi).

La risposta al farmaco non è influenzata dai livelli di creatinina compresi nell'intervallo 10-79 mL/min e dunque può essere utilizzato senza aggiustamenti di dosaggio anche in pazienti con insufficienza renale. Non è stato però testato in pazienti con clearence della creatinina inferiore a 10 mL/min.

SALT 1 e 2 sono due studi condotti in Usa e in Europa, entrambi randomizzati in doppio cieco e controllati con placebo . Hanno valutato tolvaptan in 424 pazienti con scompenso cardiaco, cirrosi o sindrome da inappropriata secrezione dell'ormone antidiuretico (SIADH), tutte condizioni in cui l'iponatriemia è frequente. sono studi identici, realizzati il primo negli Stati Uniti e il secondo in Europa.
La concentrazione sierica di sodio è aumentata in maniera significativamente superiore con il tolvaptan rispetto al placebo sia a 4 giorni (p<0,001) che a 30 giorni (p<0,001).

Questo miglioramento significativo è stato riscontrato sia nei pazienti con iponatriemia lieve che in quelli con iponatriemia grave, ha notato l'autore.
L'iponatriemia, definita come una concentrazione sierica di sodio <125 mmol/l, si associa con un aumento di morbilità e mortalità nei pazienti con patologie cardiache, come lo scompenso cardiaco, epatiche (cirrosi) e neurologiche; un'iponatriemia anche lieve è risultata associata con un deficit neurologico, scrivono i ricercatori, che si manifesta con instabilità nel cammino e difficoltà di concentrazione. Allo stato attuale, la terapia per l'iponatriemia acuta e cronica è spesso inefficace e scarsamente tollerata.