Dopo il parere unanimemente favorevole rilasciato dagli esperti dell'FDA, adesso arriva l'approvazione finale dell'agenzia americana  all'impiego di dabigatran etexilato per la prevenzione degli stroke e della trombosi in pazienti con fibrillazione atriale. Per la prima volta esiste un'alternativa al warfarin, un farmaco in terapia da oltre 60 anni, di ben nota efficacia, ma che comporta una serie di problemi di sicurezza e il cui impiego deve essere sempre attentamente controllato dal medico.  L'Fda ha approvato sia la dose da 150 mg. sia quella da 75 mg. che andrà utilizzata nei pazienti con ridotta funzionalità renale.

L'approvazione si basa principalmente sui dati dello studio RE-LY (Randomized Evaluation of Long-Term Anticoagulant Therapy), pubblicato lo scorso anno sul NEJM, il più ampio trial mai condotto sulle conseguenze della FA.
Lo studio, che ha arruolato 18.113 pazienti con FA provenienti da 44 paesi, Italia compresa, ha confrontato dabigatran (110-150 mg BID) con la terapia normalmente utilizzata (warfarin ).

Alla dose più bassa (110 mg due volte al giorno), dabigatran si è dimostrato efficace quanto warfarin e significativamente più efficace della warfarina alla dose più alta (150 mg due volte al giorno) nel prevenire l'ictus e le embolie sistemiche lungo un periodo di trattamento di due anni in pazienti con fibrillazione atriale e a rischio di ictus.

Nello studio RE-LY, dabigatran dato a 150 mg due volte al giorno ha ridotto il rischio di ictus e embolie sistemiche (endpoint primario dello studio) del 34% (p<0.001) e il rischio di ictus emorragico del 74% (p<0.001) rispetto alla warfarina.
Il tasso  annuo di mortalità è risultato del 4,13%  nel gruppo warfarin,verso il 3,75% con dabigatran 110 mg (P=0.13) e 3,64% dabigatran 150 mg (P=0.051).
L'incidenza annua di sanguinamenti maggiori è risultata del 3,36% nel gruppo warfarin, verso il 2,71% con dabigatran 100 mg  (P=0.003) e 3,11% nel gruppo dabigatran 150 mg (P=0.31).

Dabigatran inibisce in maniera specifica e reversibile la trombina, un enzima, appartenente alla classe delle idrolasi, che catalizza il taglio selettivo dei legami Arg-Gly del fibrinogeno per formare la fibrina e rilasciare i fibrinopeptidi A e B.
Somministrato in dose fissa per via orale, dabigatran esercita un effetto anticoagulante omogeneo e prevedibile che non richiede monitoraggio della coagulazione, presenta un basso potenziale di interazione con altri farmaci e non viene influenzato dall'ingestione di cibo.

Attualmente dabigatran è approvato in Europa per la prevenzione primaria  di episodi tromboembolici in pazienti adulti sottoposti a chirurgia sostitutiva elettiva totale dell'anca o del ginocchio. L'approvazione europea per la prevenzione della fibrillazione atriale è attesa nei prossimi mesi.

Fibrillazione atriale
La fibrillazione atriale è la forma più comune di aritmia cardiaca che colpisce circa l'1% della popolazione totale, raggiungendo il 10% in persone di età superiore a 80 anni. Le persone che soffrono di fibrillazione atriale sono maggiormente esposte al rischio di formazione di trombi che accrescono il rischio di ictus di cinque volte.
Nel mondo oltre tre milioni di persone ogni anno sono colpite da ictus dovuto alla fibrillazione atriale, ictus che porta a conseguenze particolarmente gravi e nvalidanti e causa di morte nel giro di un anno alla metà delle persone colpite .