Gilead Sciences ha reso notyoi di aver depositato all’Fda la New Drug Application (NDA), in pratica la richiesta formale di approvazione del farmaco, per l’antitumorale sperimentale idelalisib, un inibitore orale dell’enzima PI3K-delta, per il linfoma non Hodkin indolente. La richiesta si riferisce ai pazienti non responsiìvi al rituximab e ai chemioterapici alchilanti.

La richiesta di approvazione di idelalisib si basa sui dato dello studio 101-09, un di fase II trial i cui dati sono stati presentati lo scorso mese di giugno alla Conferenza internazionale sui linfomi maligni (International Conference on Malignant Lymphoma)  svoltasi a Lugano in Svizzera. Nel corso dello studio, il trattamento ad agente singolo con idelalisib ha ottenuto un tasso di risposta generale pari al 53,6%, con una durata media di risposta allo stadio dell’analisi provvisoria attuale di 11,9 mesi.

Informazioni sullo Studio 101-09
Lo Studio 101-09 è uno studio di fase 2, a braccio singolo, sull’efficacia e sulla sicurezza di idelalisib in pazienti affetti da linfoma non-Hodgkin a bassa malignità e refrattario sia alla chemioterapia con rituximab sia a quella contenente agenti alchilanti (per refrattario si intende senza risposta durante la terapia o progressi entro i sei mesi successivi al completamento della terapia).

Lo studio ha coinvolto 125 pazienti provenienti da circa 50 centri di studio negli Stati Uniti e in Europa. I pazienti avevano un’età media di 64 anni ed erano affetti, con diagnosi confermata, da linfoma follicolare (n=72), linfoma dei piccoli linfociti (n=28), linfoma linfoplasmatico/macrogloblulinemia di Waldenström (n=10) oppure linfoma a zone marginali (n=15). Ai pazienti è stata somministrata una media di quattro regimi di pre-trattamento prima dell’inizio dello studio, con il 79% dei pazienti refrattari a due o più regimi di pre-trattamento e il 74% refrattari al loro regime di trattamento più recente.

A tutti i pazienti è stato somministrato idelalisib 150 mg due volte al giorno ed è stato loro consentito di continuare la terapia giornaliera per tutto il tempo che ne traggono beneficio. L’endpoint primario dello studio consiste nel tasso di risposta globale, definito come la percentuale di pazienti che raggiunge una risposta completa o parziale con il trattamento con idelalisib (le definizioni dei tassi di risposta sono basate su criteri standard; le risposte sono state valutate dagli esperti dello studio e da un comitato di valutazione indipendente).

Il tasso di risposta generale osservato nello studio è stato del 53,6%o (n=67; 95% CI:44,5, 62,6) con cinque risposte complete (quattro %), 60 risposte parziali (48%), due risposte minori e 46 pazienti con malattia stabile (36,8%). Il tasso di risposta generale è stato altamente coerente attraverso tutti i sottogruppi analizzati. Tra i pazienti che hanno risposto, la durata media della risposta è stata di 11,9 mesi e il tempo medio di risposta è stato di 1,9 mesi (1,8, 3,7). La sopravvivenza media, senza progressi, di tutti i pazienti è stata di 11,4 mesi. La maggior parte dei pazienti (89%) ha riscontrato la riduzione della misura dei linfonodi.

L’evento avverso più comune di grado ?3 è stato la diarrea (10%). I valori della transaminasi di grado 3 (misura della funzione del fegato) sono stati riportati tramite test effettuati nel laboratorio centrale di analisi sul 13% dei pazienti; una neutropenia di grado 3 ha avuto luogo nel 26% dei pazienti. Il 16% non ha effettuato cure continue a causa di eventi avversi. Lo studio è in corso.

Informazioni su idelalisib
Idelalisib è un inibitore sperimentale orale ad azione mirata altamente selettivo dell’isoforma delta della fosfoinositide-3-chinasi (PI3K), un target molecolare che riveste un ruolo fondamentale nell’attivazione, nella proliferazione e nella sopravvivenza dei linfociti B. La segnalazione dell’isoforma delta della fosfoinositide-3-chinasi (PI3K) è iperattiva in numerose forme di leucemia e di linfomi dei linfociti B ed è responsabile della proliferazione, della sopravvivenza e del trasporto al tessuto linfoide. Idelalisib è sviluppato al momento sia come agente singolo sia come agente in combinazione con terapie approvate e sperimentali.

Il programma di sviluppo clinico di Gilead per idelalisib include tre studi di fase 3 intesi a valutare il farmaco in combinazione con terapie approvate per pazienti affetti da leucemia linfocitica cronica (LLC) precedentemente trattata e due studi di fase 3 su idelalisib in combinazione con terapie approvate per pazienti con linfoma non- Hodgkin a bassa malignità ( iNHL) precedentemente trattato. Inoltre, la terapia combinata contenente idelalisib e GS-9973, il nuovo inibitore della tirosin chinasi della milza (Spleen Tyrosine Kinase, Syk) sviluppato da Gilead, è in corso di studio nell’ambito di una sperimentazione di fase 2 su pazienti con LLC recidivante o refrattaria, iNHL e altre malattie linfatiche o ematologiche maligne.

sul linfoma non-Hodgkin a bassa malignità

Il linfoma non-Hodgkin a bassa malignità (Indolent non-Hodgkin’s Lymphoma, iNHL) si riferisce a un gruppo di linfomi a lenta crescita che possono condurre a complicazioni potenzialmente letali quali infezioni serie e anemia e includono il linfoma follicolare, il linfoma linfocitico minore, il linfoma linfoplasmatico/macroglobulinemia di Waldenström e il linfoma di zona marginale. I pazienti evidenziano tipicamente un allargamento dei linfonodi e di altri organi, come la milza e anche il fegato può essere coinvolto. I pazienti possono sviluppare sintomi come la febbre, sudorazione notturna, perdita di peso e spossatezza. Alla maggior parte dei pazienti affetti da iNHL la malattia viene diagnostica quando è già a uno stadio avanzato, condizione non abitualmente curabile, e la sopravvivenza media dal tempo della diagnosi iniziale per pazienti con la forma più comune di iNHL, il linfoma follicolare, va dagli 8 ai 10 anni. Per contro, la situazione dei pazienti che non rispondono alla terapia con rituximab e alla chemioterapia, come quella inclusa in questo studio, è meno incoraggiante.