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Macroglobulinemia di Waldenstrom, Fda approva ibrutinib

La Food and Drug Administration ha concesso a ibrutinib l’approvazione  quale primo e unico trattamento per i pazienti con macroglobulinemia di Waldenstrom (WM), un raro tipo di linfoma indolente a cellule B.

Si tratta della quarta indicazione per ibrutinib, una terapia orale, che nel febbraio 2013. aveva ricevuto la Designazione FDA di Breakthrough Therapy per questa indicazione.

Come il mieloma multiplo, la WM è una neoplasia monoclonale caratterizzata dalla proliferazione di cellule B. Come il mieloma vi è la presenza nel midollo osseo di un infiltrato plasmacellulare e, nel plasma, la presenza di una componente M (M sta per monoclonale) dovuta alla iperproduzione di una gammaglobulina, che in questo caso appartiene alla classe IgM. A differenza di esso, tuttavia, mancano le lesioni osteolitiche e la manifestazione clinica preponderante è la sindrome da iperviscosità.

"Perché non c'è mai stato un trattamento approvato dall’Fda per la WM da quando è stata identificata, oltre 70 anni fa, per il trattamento di questi pazienti i medici dovevano affidarsi a terapie mutuate da tumori simili," ha dichiarato Steven P. Treon, MD, Ph.D ., direttore del Centro di Bing per Macroglobulinemia di Waldenstrom presso il Cancer Institute Dana-Farber e Professore Associato presso la Harvard Medical School, Boston, Mass, e investigatore principale del trial presentato all’Fda per l’ottenimento di questa approvazione. "Sono veramente grato alla Fda per il riconoscimento di questa esigenza e per l'approvazione di ibrutinib, e ringrazio gli scienziati il cui duro lavoro e dedizione ha aiutato a scoprire la causa genetica di questa malattia e identificato ibrutinib come terapia mirata, e i clinici che con le loro sperimentazioni hanno dimostrano che questo farmaco è una terapia sicura ed efficace per i pazienti con WM. "

L'approvazione si basa sui risultati di uno studio multi-centro di fase II che ha valutato l'efficacia e la tollerabilità di ibrutinib in 63 pazienti con WM precedentemente trattati. In questo studio, ibrutinib ha dimostrato un tasso di risposta del 62%, secondo un comitato di revisione indipendente. Sono state osservate risposte parziali molto buone (VGPR) nell’11% dei pazienti e risposte parziali (PR) nel 51%. Queste risposte sono state mantenute e la durata mediana della risposta (DOR) non è stata raggiunta, con un range da 2,8+ a 18,.8 mesi.

Ibrutinib è somministrato per via orale, una volta al giorno, e appartiene a una categoria di farmaci chiamati inibitori della tirosin-chinasi di Bruton (BTK), una proteina avente un'importanza cruciale per la crescita e la differenziazione delle cellule B.

La Bruton’s tirosin-chinasi (BTK), un componente essenziale del pathway del B-cell receptor, è una molecola chiave di segnalazione per l'attivazione delle cellule B ed è ritenuta coinvolta in varie neoplasie ematologiche, tra la macroglobulinemia di Waldenstrom, nonché la LLC e il linfoma a cellule mantellari.

La Macroglobulinemia di Waldenstrom (MW) è una neoplasia che interessa il linfociti B maturi e viene quindi classificata come un linfoma non Hodgkin a basso grado di malignità. A differenza degli altri linfomi presenta delle caratteristiche molto peculiari dal punto di vista biologico e clinico.

Si caratterizza non solo per il progressivo accumulo di cellule clonali nel midollo osseo, nei tessuti linfatici ed extralinfatici ma anche dalla produzione da parte delle cellule tumorali di proteine IgM che si riscontrano nel sangue periferico.

La diagnosi è spesso occasionale e inizialmente la malattia può rimanere asintomatica anche per molti anni. La terapia deve essere intrapresa solo quando la malattia diventa sintomatica per cui è necessario  effettuare un regolare monitoraggio dei pazienti asintomatici al fine di iniziare il trattamento nel momento più idoneo.  Esistono molti farmaci a disposizione per la terapia di questa malattia anche se al momento attuale non esiste un vero e proprio standard terapeutico.

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