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Malattia cronica del trapianto contro l'ospite, ibrutinib è una "breakthrough therapy"

Oggi l' FDA ha concesso a ibrutinib la designazione terapia altamente innovativa come monoterapia per la malattia cronica del trapianto contro l'ospite (chronic graft-versus-host disease) dopo il fallimento di una o più linee di terapia sistemica. La FDA ha inoltre concesso a ibrutinib la designazione di farmaco orfano per la stessa indicazione. Attualmente non ci sono terapie specificamente approvati per il trattamento di malattia cronica del trapianto contro l'ospite (GVHD).

Oggi l’ FDA ha concesso a ibrutinib la designazione terapia altamente innovativa come monoterapia per la malattia cronica del trapianto contro l'ospite (chronic graft-versus-host disease) dopo il fallimento di una o più linee di terapia sistemica.

La FDA ha inoltre concesso a ibrutinib la designazione di farmaco orfano per la stessa indicazione. Attualmente non ci sono terapie specificamente approvati per il trattamento di malattia cronica del trapianto contro l'ospite (GVHD).

La decisione si è basata, in parte, su dati clinici preliminari di uno studio di fase 1b / 2 condotto per valutare la sicurezza e l'efficacia di ibrutinib in pazienti con GVHD cronica, steroidi-dipendenti o refrattari. I dati preliminari di efficacia - presentati all’ASCO  hanno  mostrato che ibrutinib ha migliorato la GVHD cronica sulla base di criteri di consenso del NIH.

In precedenza, l’FDA aveva già concesso a ibrutinib la designazione di terapia innovativa per il trattamento di pazienti con linfoma mantellare recidivato o refrattario, macroglobulinemia di Waldenstrom, e per la leucemia linfatica cronica o piccolo linfoma linfocitico con una delezione del braccio corto del cromosoma 17.

Malattia del trapianto contro l'ospite: la GVHD è una patologia nella quale le cellule T immunologicamente competenti del donatore reagiscono contro gli antigeni di un ricevente immunologicamente depresso. Un problema fondamentale nei trapianti allogenici è costituito proprio dalla prevenzione e dal controllo della GVHD. I sintomi e i segni della GVHD acuta sono la febbre; la dermatite esfoliativa; l'epatite con iperbilirubinemia; il vomito; la diarrea e il dolore addominale, il quale può progredire fino all'occlusione; la perdita di peso.

Sebbene la migliore conoscenza del complesso maggiore di istocompatibilità abbia facilitato la comprensione dell'eziologia della GVHD, i pazienti con buona compatibilità per i loci A, B, C e DR hanno ancora un'incidenza di GVHD che oscilla dal 30 al 60%. Sorprendentemente, una sindrome GVHD è stata descritta perfino in pazienti sottoposti a trapianto singenico (tra gemelli identici) o a trapianto autologo (con il loro stesso midollo).

Nonostante l'introduzione della ciclosporina nei primi anni '80 abbia enormemente ridotto sia l'incidenza sia la gravità della GVHD, essa continua a essere la principale causa di mortalità e di morbilità grave dopo BMT allogenico.
Da 1/3 a 1/2 circa dei riceventi di BMT sviluppa una forma di GVHD cronica a decorso più lento. Nonostante la cute, il fegato e l'intestino rimangano gli organi principalmente colpiti, è stato notato anche il coinvolgimento di altri distretti (p. es. articolazioni, polmone). È interessante notare che può verificarsi una bronchiolite obliterante simile a quella osservata dopo trapianto di polmone.

Alla fine, dal 20 al 40% dei pazienti muore per le complicanze associate con la GVHD e l'incidenza è più alta quando il midollo da trapiantare non proviene da un fratello HLA-identico. Nei pazienti che non presentano sequele croniche di una GVHD, tutti i farmaci immunosoppressori possono essere sospesi 6 mesi dopo il BMT, rendendo infrequenti le complicanze tardive in questi pazienti, in contrasto con la necessità continua di immunosoppressori e le conseguenti complicanze che si osservano nei riceventi di trapianti di organi solidi.


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