L'agenzia regolatoria americana ha approvato con procedura di urgenza ( accelerated approval) l'utilizzo dell'anticorpo monoclonale ofatumumab  per la terapia dei pazienti con leucemia linfatica cronica(LLC) nei quali la malattia sia resistente alla precedenti terapie con fluoradipina e alemtuzumab.
Ofatumumab è il primo anticorpo monoclonale che ha come target  la proteina CD 20. A differenza di Rituximab, Ofatumumab è costituito completamente da anticorpi umani. Oltre alla LLC, Ofatumumab è anche in fase avanzata di sviluppo per la terapia dell'artrite reumatoide e del linfoma di Hodgkin. Scoperto dalla biotech danese Genmab, ofatumumab è stato poi sviluppato congiuntamente con GlaxoSmithKline. Sarà posto in commercio,tra poche settimane con il marchio Arzerra.
L'approvazione dell'Fda si basa sui dati di uno studio ha coinvolto pazienti con LLC refrattari  o non considerati appropriati alla terapia con fludarabina e alemtuzumab.
Tutti i pazienti sono stati trattati con ofatumumab e si è evidenziata una riposta nel 42% dei pazienti, con una durata media della risposta di 6,5 mesi. Ofatumumab si lega al cluster di differenziazione 20 (CD20), espresso sulle cellule B, sin dalla fase precoce di differenziazione; il CD20 è invece assente sulle plasmacellule nella fase finale della differenziazione. Pur essendo l'esatta funzione del CD20 ignota, sembrerebbe che il complesso proteico giochi un ruolo importante nel flusso del calcio (Ca2+) attraverso la membrana cellulare, mantenendo la concentrazione intracellulare degli ioni calcio e consentendo così l'attivazione delle cellule B.
Resta ancora da chiarire in maniera definitiva l'esatto meccanismo d'azione del farmaco, ma è stato possibile rilevare che gli effetti combinati conducono all'eliminazione delle cellule B (incluse quelle maligne) dall'organismo, permettendo così lo sviluppo di una nuova popolazione cellulare sana dalle cellule staminali della linea linfoide.