La Food and Drug Administration (Fda) ha appena dato il suo via libera a bosutinib (Bosulif, sviluppato da Pfizer) per il trattamento dei pazienti adulti con leucemia mieloide cronica (LMC) positiva al cromosoma Philadelphia (Ph +) in fase blastica, resistenti o intolleranti ad altre terapie, tra cui imatinib.

“Grazie all'approvazione degli inibitori della tirosin-chinasi, stiamo assistendo a miglioramenti nel trattamento della LMC basati su una migliore comprensione delle basi molecolari della malattia" ha commentato Richard Pazdur, direttore dell’ufficio dei prodotti oncologici ed ematologica del Center for Drug Evaluation and Research dell’Fda.

Bosutinib è un inibitore della tirosin chinasi di terza generazione con un duplice bersaglio. A differenza di imatinib, infatti, inibisce l’autofosforilazione di due chinasi, Abl ed Src, portando a un’inibizione della crescita cellulare e ad apoptosi. È proprio in virtù di questo doppio meccanismo d’azione che il farmaco può essere attivo nella LMC resistente e sembra inoltre provocare meno effetti collaterali rispetto agli inibitori precedenti in quanto inibisce in modo più selettivo le proteine difettose nelle cellule leucemiche.

L'approvazione dell’inibitore, che si assume una volta al giorno, si è basata sui dati di un singolo trial, lo studio 200, al quale hanno preso parte 546 pazienti con LMC Ph + in fase cronica, blastica o accelerata. Tutti i partecipanti erano andati in progressione dopo un trattamento con imatinib o con imatinib seguito da dasatinib e/o nilotinib oppure non erano riusciti a tollerare gli effetti collaterali di questi farmaci.

I risultati hanno mostrato che il 33,8% dei pazienti con LMC in fase cronica trattati in precedenza con imatinib hanno ottenuto una risposta citogenetica maggiore (MCyR, ednpoint primario del trial) dopo 24 settimane. Tra questi pazienti che hanno ottenuto una MCyR in qualunque momento dello studio, nel 52,8% dei casi la risposta è durata per almeno 18 mesi.

Inoltre, tra i pazienti con LMC in fase cronica trattati precedentemente con imatinib seguito da dasatinib e/o nilotinib, il 26,9% ha ottenuto una MCyR entro le prime 24 settimane di trattamento e nel 51,4% dei casi la MCyR è durata almeno 9 mesi.

Nei pazienti con LMC accelerata trattati in precedenza almeno con imatinib, il 33% ha avuto una risposta ematologica completa e il 55% ha una risposta ematologica globale (conte normali delle cellule del sangue senza evi9denze di leucemia entro le prime 48 settimane di trattamento. Nel contempo, il 15 e il 28% dei pazienti con LMC in fase blastica ha raggiunto rispettivamente una risposta ematologica completa e una risposta ematologica globale-

Nei pazienti trattati con bosutinib si è osservata anche una bassa percentuale di trasformazione (4%) dalla fase cronica a quella blastica o accelerata.

Gli effetti indesiderati più comuni sono stati: diarrea, nausea, trombocitopenia, vomito, dolore addominale, rash cutaneo, anemia, febbre e stanchezza.

Comunicato Fda