La Food and Drug Administration (Fda) ha appena dato il via libera a un prodotto derivato dal plasma, un concentrato del complesso protrombinico (Kcentra, della tedesca CSL Behring), per bloccare rapidamente l'attività anticoagulante degli antagonisti della vitamina K (AVK) nei pazienti adulti che hanno un sanguinamento maggiore acuto. L’unico altro prodotto attualmente approvato per quest’indicazione negli Usa è il plasma.

I pazienti con fibrillazione atriale o portatori di una valvola cardiaca artificiale in terapia anticoagulante cronica con warfarin e altri AVK per prevenire la formazione di trombi talvolta vanno incontro a un sanguinamento acuto. Inoltre, l’effetto di warfarin deve essere bloccato se un paziente deve essere sottoposto a un intervento in urgenza e non programmato, ad esempio dopo un grave trauma.

Come il plasma, il concentrato del complesso protrombinico va somministrato assieme alla vitamina K per bloccare l’effetto anticoagulante e fermare il sanguinamento. Rispetto al plasma, però, ha il vantaggio di agire più rapidamente nel bloccare l'effetto degli anticoagulanti VKA e di non richiedere la tipizzazione del gruppo sanguigno o lo scongelamento. Inoltre, alle dosi raccomandate, il volume da somministrare è di gran lunga inferiore; una buona notizia per i pazienti che non possono tollerare la quantità di plasma necessaria per fermare l'emorragia, afferma Karen Midthun, direttrice del Center for Biologics Evaluation and Research dell’Fda nel comunicato stampa diffuso dall’agenzia.

L’approvazione del prodotto si è basata su uno studio che ha coinvolto 216 pazienti trattati con anticoagulanti AVK e andati incontro a un sanguinamento maggiore acuto, il quale ha mostrato come il nuovo prodotto abbia un’efficacia simile a quella del plasma nel fermare l’emorragia.

Nel foglietto illustrativo è riportata un’avvertenza speciale (il cosiddetto ‘boxed warning’) riguardante il rischio di trombosi. L’avvertenza spiega che i medici devono tenere sotto controllo i pazienti trattati con il prodotto per cogliere eventuali segni e sintomi di eventi tromboembolici, dato che negli studi clinici si sono verificati eventi tromboembolici arteriosi e venosi sia fatali sia non fatali.
Il concentrato, contenente i fattori della coagulazione vitamina K-dipendenti II, VII, IX e X, assieme con le proteine C ed S, è ottenuto a partire dal plasma di donatori sani e trattato in modo da ridurre al minimo il rischio di trasmissione di malattie virali o di altro tipo.

Da notare che il prodotto non funziona con i due nuovi anticoagulanti dabigatran e rivaroxaban attualmente approvati negli Stati Unti, per i quali non esistono ancora antidoti autorizzati dall’Fda. Agli inizi di febbraio, Portola Pharmaceuticals ha siglato un accordo con Bayer HealthCare e Janssen per condurre in collaborazione uno studio di fase II su PRT4445, un nuovo antidoto universale per gli inibitori del fattore Xa della coagulazione rivaroxaban e apixaban (quest’ultimo approvato solo in Europa, ma non negli Usa).

Comunicato Fda