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Paclitaxel albumina, ok Fda nel tumore al polmone

L’Fda ha approvato l’uso del nab-paclitaxel, una formulazione di paclitaxel legato all'albumina in nano particelle, come prima linea di trattamento nel tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) in fase avanzata o metastatica in combinazione con il carboplatino nei pazienti che non sono eligibili alla chirurgia curativa o alla radioterapia.

Il farmaco è già autorizzato in Usa e in Europa nella terapia del tumore alla mammella dopo il fallimento della chemioterapia.

L’approvazione è stata rilasciata sulla base dei dati dello studio CA-031, un trial di fase III, multicentrico, randomizzato, condotto su 1052 pazienti con NSCLC, trattati con nab paclitaxel (100mg/m2 una volta la settimana) più carboplatino ogni tre settimane (n = 521) oppure paclitaxel (200mg/m2) più carboplatino (n=531).

Il tasso di risposta complessivo è stato del 33% nel braccio nab-paclitaxel/carboplatino (nab-PC) contro il 25% nel braccio paclitaxel in solvente/carboplatino (sb-PC), con un rapporto tra i tassi di risposta di 1,313 (P = 0,005).

Nei pazienti con istologia squamosa, il regime nab-PC è risultato ancora più efficace rispetto all’altro, dato che il tasso di risposta complessivo è risultato rispettivamente del 41% contro 24%, con un rapporto tra i tassi di risposta pari a 1,680 (P < 0,001), mentre nei pazienti con istologia non squamosa i due regimi non hanno mostrato differenze significative di efficacia (tasso di risposta complessivo 26% contro 25%; P = 0,808)

Rispetto al regime sb-PC, con il nab-PC si è osservato anche un miglioramento nella sopravvivenza libera da progressione (6,3 contro 5,8 mesi) e nella sopravvivenza globale (12,1 contro 11,2 mesi), anche se le differenze tra i due bracci non sono risultate statisticamente significative.

Gli studi preclinici hanno dimostrato che la nuova formulazione di paclitaxel legato all'albumina raggiunge il microambiente tumorale in modo più efficiente rispetto a paclitaxel disciolto in solvente e che l’albumina facilita l’accumulo del chemioterapico nelle cellule tumorali.

Grazie a una tecnologia nota come piattaforma nab (sviluppata e brevettata da Celgene) l’albumina facilita innanzitutto il trasporto di paclitaxel attraverso le cellule endoteliali (transcitosi), sulla cui membrana la proteina si lega al suo recettore (gp60), innescando la formazione di cavità (caveole) che racchiudono il complesso recettore-albumina legata a paclitaxel; la successiva apertura delle caveole fa sì che paclitaxel-albumina sia veicolato in modo mirato nell’interstizio tumorale, dove l’albumina si accumula legandosi specificamente a una proteina che abbonda in questo ambiente, denominata SPARC (Secreted Protein Acidic Rich in Cysteine), consentendo così a maggiori quantità di principio attivo di penetrare nel tumore.

Questa formulazione di paclitaxel, già approvata per il trattamento del tumore metastatico della mammella in seconda linea e in pazienti in cui sono controindicate le antracicline, è attualmente in sperimentazione (in diverse fasi) per ulteriori indicazioni nel tumore al seno, oltre che per il melanoma maligno, il tumore al pancreas e quello gastrico.


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