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Regorafenib, Bayer deposita il dossier all'Fda

Bayer HealthCare ha reso noto di aver depositato all’Fda la New Drug Application, cioè il dossier registrativo, per  regorafenib richiedendone l’approvazione per il trattamento dei pazienti con cancro colon rettale metastatico. Parallelamente, è stata depositata analoga domanda anche all’Ema.

Regorafenib è un inibitore sperimentale orale multi-chinasico dei recettori tirosin-chinasici stromali, oncogenici e dell’angiogenesi. Inibisce chinasi angiogeniche come i recettori del VEGF che ha un ruolo centrale nel processo dell’angiogenesi. Esso inoltre inibisce diverse chinasi coinvolte nel processo oncogenico come  RAF, RET, così come le chinasi coinvolte nel processo di formazione dello stroma come KIT e PDGFR, bloccando quindi la proliferazione delle cellule tumorali.

Il deposito della domanda di registrazione si basa principalmente sui dati dello studio CORRECT (Colorectal cancer treated with regorafenib or placebo after failure of standard therapy) . Il trial era stato interrotto lo scorso ottobre 2011 in quanto i risultati di un’analisi ad interim pre-pianificata condotta dall’Independent Data Monitorino Committee (Dmc) dello studio avevano dimostrato la superiorità del farmaco rispetto al placebo in termini di sopravvivenza globale e quindi non sarebbe stato etico continuare lo studio e non dare al gruppo placebo le stesse chance di cura dei pazienti trattati con il farmaco.

Lo studio è un trial internazionale, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo che ha arruolato 760 pazienti con carcinoma del colon-retto metastatico resistente al trattamento e la cui malatrtia era andata in progressione entro tre mesi dall’arruolamento nonstante la somministrazione di terapia che comprendevano fluoropyrimidine, oxaliplatin, irinotecan, bevacizumab e cetuximab o panitumumab. Si trattava di pazienti che per la gravità della loro patologiass non avevano più altre opzioni di terapia.

I partecipanti, arruolati in Europa, Nord America, Sud America, Israele, Asia e Australia, sono stati trattati con 160 mg di regorafenib o placebo, entrambi in combinazione con la migliore terapia di supporto, una volta al giorno per cicli di tre settimane sì e una no.

L'endpoint primario dello studio era la sopravvivenza globale; quelli secondari comprendevano la sopravvivenza libera da progressione, la percentuale di risposta obiettiva e la percentuale di controllo della malattia.

I risultati dello studio hanno mostrato che la sopravvivenza media generale dei pazienti trattati con il farmaco era di 6,4 mesi, rispetto ai 5 mesi del placebo (P=0,005). Inoltre, il farmaco ha migliorato la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e il tasso di controllo della malattia. La PFS dei pazienti che avevano ricevuto regorafenib era di 1,9 mesi vs 1,7 mesi del placebo P<0.000001). Il tasso di controllo della patologia era del 44,8% con il farmaco e del 15,3% con il placebo (P<0.000001). Il tasso di risposte obiettive era dell’1% con il farmaco e dello 0,4% con il placebo; tale differenza non era significativa (P=0.188).

I risultati sulla sicurezza e tollerabilità del medicinale erano consistenti con quelli degli studi precedenti, con il 46,6% dei pazienti che avevano ricevuto il farmaco che hanno presentato reazioni cutanee alle mani e ai piedi, rispetto al 7,5% del placebo. Inoltre, il 33,8% dei pazienti trattati con il medicinale ha presentato diarrea rispetto all’8,3% dei controlli. Anche l’astenia è stata particolarmente frequente con il farmaco in studio  (47.4% vs. 28.1).


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