Un comitato indipendente di esperti dell'Fda ha deliberato che l'antibiotico intestinale rifaximina (Xifaxan, Salix Pharmaceuticals), impiegato negli Stati Uniti per trattare la diarrea del viaggiatore provocata da alcuni ceppi di E.coli, potrebbe essere utilizzato anche per l'encefalopatia epatica.
Secondo gli esperti dopo l'approvazione saranno necessari ulteriori studi.

Con un voto a larga maggioranza (14 a 4), il panel ha affermato che l'antibiotico sembra essere utile per questa patologia, ma l'unico studio clinico presentato dall'azienda a supporto della richiesta di estensione d'uso, non ha considerato i pazienti più gravi e non ha avuto un follow-up sufficientemente lungo, dal momento che il farmaco dovrebbe essere utilizzato in modo cronico o fino a un eventuale trapianto di fegato. Ciononostante, gli esperti hanno ritenuto che i benefici possano essere superiori ai rischi.

L'azienda produttrice ha richiesto di ampliare le indicazioni già approvate, includendo il mantenimento della remissione dell'encefalopatia epatica nei pazienti al di sopra dei 18 anni. L'encefalopatia epatica è una sindrome neuropsichica che può accompagnare un danno epatico grave nel momento in cui le sostanze tossiche che normalmente vengono rimosse dal fegato si accumulano nel sangue, compromettendo la funzionalità delle cellule cerebrali.
La rifaximina, agendo sui batteri intestinali, potrebbe portare a una riduzione della sintesi e/o dell'assorbimento delle tossine di produzione batterica responsabili delle disfunzioni neuromuscolari e neurocognitive osservate nei pazienti con encefalopatia epatica.

L'Fda soppeserà ora il parere del board di esperti, prima di emettere il verdetto finale, previsto per il 24 marzo. La nuova indicazione, se approvata, rientrerà tra quelle relative ai farmaci orfani per il trattamenti di malattie rare, ma alcuni membri del comitato hanno sottolineato la possibilità di un impiego più ampio, dato il numero crescente di epatopatie negli Stati Uniti, dove la cirrosi epatica è al momento la 12ma causa di morte.
Soddisfazione dell'azienda, che sta studiando il farmaco - un antibiotico battericida non assorbibile e appartenente alla classe delle rifamicine - anche per il trattamento di altri tipi di diarrea e per la sindrome del colon irritabile.

La rifaximina è stata autorizzata per la prima volta in Italia nel 1985 ed è attualmente approvata in 33 Paesi per svariate indicazioni gastrointestinali. In 11 Paesi è indicata per il trattamento dell'encefalopatia epatica e in 11 come terapia aggiuntiva nel trattamento dell'iperammoniemia