L’Fda ha informato i pazienti e i medici che non è ancora arrivata a una conclusione, ma rimane comunque alla sua attenzione il problema del possibile aumento del rischio di tromboembolismo venoso (VTE) nelle donne che utilizzano contraccettivi orali a base di drospirenone.

L’Agenzia americana ha affermato di aver completato la revisione dei due studi condotti nel 2011 disegnati per valutare il possibile rischio di formazione di trombi nelle pazienti che utilizzano contraccettivi orali a base di drospirenone. Inoltre, l’Fda sta conducendo uno studio separato per valutare il possibile rischio di VTE nelle pazienti che utilizzano differenti tipi di contraccettivi orali. I risultati preliminari di questo studio, che sta valutando i dati di oltre 800mila donne in terapia contraccettiva, mostrano un aumento di circa 1,5 volte del rischio di formazione di trombi per le donne che utilizzano contraccettivi orali a base di drospirenone, rispetto ad altri contraccettivi orali.

Benché l’aumento relativo sembri rilevante, l’aumento assoluto del rischio rimane comunque ridotto e, secondo i dati diffusi dall’Fda nel comunicato, passerebbe da 6 eventi su 10mila soggetti trattati con il farmaco contraccettivo a 10 su 10mila.

L’Fda ha quindi deciso di riunire un comitato di esperti (“Reproductive Health Drugs Advisory Committee and the Drug Safety and Risk Management Advisory Committee”) per discutere i rischi e i benefici e in particolare il rischio di formazione di trombi nelle pazienti che utilizzano contraccettivi orali a base di questo farmaco. La riunione è stata fissata il prossimo 8 dicembre.

L’Fda raccomanda i pazienti che utilizzando contraccettivi orali a base di drospirenone di discutere con il proprio medico del possibile rischio personale di formazione di trombi e di conoscere i fattori di rischio che aumentano la probabilità di formazione di coaguli sanguigni, quali il fumo, l’obesità e la storia famigliare, in aggiunta ad altri fattori di rischio per i quali l’uso di contraccettivi orali è controindicato. L’Agenzia americana raccomanda i medici di informare i pazienti del possibile aumento del rischio di VTE legato all’uso di contraccettivi orali a base di drospirenone.

In tutto, l’Agenzia americana ha revisionato 6 studi epidemiologici condotti per valutare il rischio di formazione di trombi nelle donne che utilizzano la pillola contraccettiva a base di drospirenone. I risultati di queste analisi però erano discordanti tra loro.

Due di questi studi erano trial post marketing richiesti dall’Fda o dall’Ema e dai risultati non erano emerse differenza nel rischio di formazione di trombi tra i contraccettivi orali a base di drospirenone e altri contraccettivi contenenti levonorgestrel o altri progestinici.

Due pubblicazioni successive del 2009 avevano riportato un aumento del rischio di formazione di trombi di 1,5/2 volte per i contraccettivi orali contenenti drospirenone rispetto a quelli contenenti levonorgestrel. Due studi pubblicati sul BMJ nel 2011 avevano riportato un aumento del rischio pari a 2/3 volte con i contraccettivi contenenti drospirenone rispetto a levonorgestrel.

I risultati preliminari del nuovo studio condotto dall’Fda sono in accordo con i risultati riportati nei trial del 2009 e del 2011, ma l’analisi è ancora in corso di svolgimento.
Il drospirenone è un progestinico sintetico la cui azione è analoga allo spironolattone. La composizione si differenzia rispetto ad altri progestinici di natura sintetica per il suo profilo farmacologico e si avvicina a quella del progesterone naturale; tale caratteristica è stata evidenziata negli studi di tipo pre-clinico.

Dopo aver analizzato i dati dei due studi del 2011, lo scorso mese di maggio la European Medicines Agency aveva affermato che il rischio di sviluppare VTE nelle donne che assumono drospirenone potrebbe essere un pò più elevato di quanto era stato stimato inizialmente e che la scheda tecnica del farmaco (Rcp) avrebbe dovuto essere aggiornata per comprendere anche i nuovi dati sulla sicurezza del farmaco.

In un comunicato diffuso a seguito della pubblicazione dei due studi, Bayer aveva ribadito che i contraccettivi orali a base di drospirenone sono sicuri ed efficaci se assunti rispettando le indicazioni del medico e che questa affermazione è suffragata dai risultati ottenuti in oltre 15 anni di studi clinici e fino a 10 anni di studi post-marketing, dai quali è sempre emerso che il rischio di Tev è simile per qualunque contraccettivo orale combinato, indipendentemente dal progestinico contenuto nella combinazione.

In aggiunta, Bayer aveva messo in discussione il rigore metodologico dei due studi pubblicati da BMJ e sostiene che i database utilizzati non permettono di arrivare a conclusioni così affidabili come quelle già tratte dagli altri importanti studi condotti finora sul rischio di trombosi connesso all’utilizzo di anticoncezionali orali combinati. Per queste ragioni, sosteneva l’azienda, i due lavori non potranno modificare la valutazione complessiva relativamente alla sicurezza dei suoi prodotti contraccettivi contenenti drospirenone. Vedremo cosa dirà l’Fda.

Comunicato Fda