Eli Lilly ha deciso di ritirare dal mercato il farmaco drotecogin alfa in quanto nello studio PROWESS-SHOCK il medicinale non ha raggiunto l’endpoint di riduzione della mortalità per tutte le cause, valutata a 28 giorni, in pazienti con shock settico. Dallo studio non sono emersi nuovi elementi di safety. L’Azienda che ha sviluppato il farmaco ha deciso inoltre di interrompere gli altri studi in corso sul medicinale.

Il farmaco è attualmente disponibile in 23 Paesi europei, negli Stati Uniti e in Canada. Nel 2001 il farmaco era stato approvato dall’Fda e nel 2002 dall’Ema per il trattamento della sepsi in pazienti adulti con insufficienza d’organo multipla, in aggiunta alle cure standard.

Nel 2007, il Chmp dell’Ema, che aveva il compito di valutare annualmente il rapporto rischio/beneficio del farmaco ha chiesto all’azienda produttrice del medicinale di condurre un nuovo studio per confermare l’efficacia del medicinale. L’azienda ha così deciso di condurre lo studio PROWESS-SHOCK che però non ha dato i risultati sperati. Nel nuovo studio infatti, oltre a non aver raggiunto l’endpoint principale di riduzione della mortalità per tutte le cause, rispetto al placebo (26.4% vs 24.2%), il medicinale non ha ridotto la mortalità dei pazienti con grave deficit di proteina C, l’endpoint secondario del trial. Il rischio di sanguinamenti di grave entità era del 1,2% con il farmaco e dell’1,0% con il placebo.

L’Ema, che è stata informata dei risultati del nuovo studio, ha affermato che, in base ai nuovi dati, i medici non dovrebbero iniziare il trattamento con il farmaco nei nuovi pazienti e dovrebbero interrompere il medicinale nei soggetti già in trattamento.

Drotrecogin alfa è un analogo glicoproteico ricombinante della proteina C attivata naturale, dalla quale differisce per alcuni oligosaccaridi nella componente glucidica della molecola. La proteina C nativa attivata gioca un ruolo critico nel processo della coagulazione: riduce la formazione di trombina disattivando i fattori della coagulazione Va e VIIIa, stimola la fibrinolisi e svolge attività antinfiammatoria inibendo la sintesi di alcune citochine come il fattore di necrosi tumorale

Le sepsi gravi/shock settici sono sepsi cui si associano stati di disfunzione di uno o più organi e/o ipotensione, accompagnate da anomalie della perfusione e caratterizzate da infiammazione sistemica ed alterazioni della coagulazione. Sono sindromi gravate da un tasso di mortalità elevato: negli USA si verificano ogni anno più di 700.000 casi (Angus et al.) con una mortalità valutata attorno al 20% (Martin et al.), in Europa la letalità per sepsi è stata calcolata tra 114.000 e 146.000 pazienti/anno (in Italia mortalità del 52% per sepsi grave e del 81% se shock settico – Salvo, 1995).