Dando seguito al parere favore dei propri esperti, L’Fda ha approvato rivaroxaban, un inibitore del fattore Xa della coagulazione attivo per via orale, per la prevenzione dello stroke e dell’embolia sistemica in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare.

Il farmaco avrà un “boxed warning” che metterà in evidenza la necessità che il paziente non interrompa il farmaco senza prima averne parlato con il proprio medico. L’interruzione della terapia potrebbe aumentare il rischio di stroke.

L’approvazione del farmaco si basa principalmente sui dati di ROCKET AF, uno studio pivotal di fase III pubblicato sul NEJM, condotto in doppio cieco per studiare il nuovo anticoagulante verso warfarin in pazienti con fibrillazione atriale. Obiettivo primario dello studio, che è stato raggiunto, era dimostrare la non inferiorità di 20 mg/die di rivaroxaban rispetto a dosi adeguate di warfarin.

Nel trial, rivaroxaban, è risultato superiore a warfarin, mostrando nell'analisi "per protocol" una riduzione del 21% del rischio relativo di ictus e di embolismo sistemico non al SNC (1,71% verso 2,16%, rispettivamente, p=0,015). Nell'analisi "intention to treat" il farmaco ha mostrato benefici comparabili a quelli ottenuti a seguito del trattamento con warfarin (2,12% di eventi verso 2,42%, p<0,001 per la non inferiorità, p=0,117 per la superiorità, che non è stata raggiunta). Rivaroxaban ha mostrato un'incidenza simile a warfarin negli episodi di sanguinamento minore (14,9% verso 14,5%, p=0,442) e maggiore (3,6% verso 3,5%, p=0,576).

Rivaroxaban è un anticoagulante orale nato nei laboratori Bayer HealthCare di Wuppertal, in Germania, ed è in fase di sviluppo congiunto da parte di Bayer HealthCare e di Johnson & Johnson. In Usa (e anche in Europa) è già indicato per la prevenzione della trombosi venosa profonda, la più temibile tra le complicanze degli interventi ortopedici maggiori di sostituzione del ginocchio e dell’anca. In Usa sarà commercializzato da Janssen Pharmaceuticals (società di Johnson & Johnson) con il marchio Xarelto.

Attivo per via orale con somministrazione once a day, il farmaco presenta una rapida insorgenza d’azione con una concentrazione dose-risposta prevedibile e una biodisponibilità elevata; non comporta la necessità di monitorare i parametri della coagulazione e mostra limitate interazioni alimentari e farmacologiche.

L’approvazione è stata accompagnata da polemiche nate da una review dello staff dell’Fda, rilasciata in preparazione alla riunione degli esperti Fda che poi si sono espressi in maniera positiva sull’approvazione oggi ratificata dall'agenzia americana. Era stata messa in discussione la validità della terapia con warfarin nel gruppo di controllo dello studio ROCKET AF, visto che solo il 55% per pazienti in warfarin aveva un INR nei limiti stabiliti (time in therapeutic range, TTR). Secondo lo staff Fda ciò avrebbe favorito il confronto con rivaroxaban. Negli studi condotti con dabigatran e apixaban, questo dato era, rispettivamente, il 64% e il 62%. Comunque l'Fda non ne ha tenuto conto e ha deciso di approvare il farmaco.

L'esteso programma di sviluppo clinico a sostegno di rivaroxaban fa sì che esso rappresenti l'inibitore orale diretto del fattore Xa più studiato e pubblicato. Gli studi, pubblicati e in corso di svolgimento, coinvolgono più di 65mila pazienti valutati per la prevenzione e il trattamento dei disordini tromboembolici venosi e arteriosi in un ampio spettro di condizioni croniche e acute, tra cui la prevenzione dell'ictus nei pazienti con fibrillazione atriale, il trattamento della trombosi venosa profonda e dell’embolia polmonare e la prevenzione secondaria nel paziente con sindrome coronarica acuta.


Studio ROCKET AF

Comunicato Fda