Via libera della Fda alla monosomministrazione mensile di aripiprazolo nella formulazione in deposito intramuscolo, una sospensione iniettabile a rilascio prolungato, indicata nel trattamento della schizofrenia, una malattia caratterizzata da un disturbo del pensiero e delle emozioni.

Il farmaco, che sarà messo in commercio con il marchio Abilify Maintena, sarà il primo prodotto in area Snc ad essere commercializzato frutto di un’alleanza globale tra la giapponese Otsuka e la danese Lundbeck nel settore delle terapie per il Snc.

Aripiprazolo è un antipsicotico atipico. Pur non essendo noto il preciso meccanismo d’azione, si pensa che aripiprazolo agisca principalmente come “agonista parziale” per i recettori dei neurotrasmettitori dopamina e 5-idrossitriptamina (anche nota come serotonina).

Ciò significa che aripiprazolo agisce come la dopamina e la 5-idrossitriptamina attivando questi recettori, ma meno fortemente rispetto ai neurotrasmettitori. Poiché la 5-idrossitriptamina e la dopamina sono implicate nella schizofrenia e nel disturbo bipolare, l’aripiprazolo contribuisce alla normalizzazione dell’attività cerebrale, riducendo i sintomi psicotici o maniacali e prevenendone la ricomparsa.

La molecola che, nella formulazione intramuscolo a rilascio prolungato approvata dalla Fda, sarà il primo agonista parziale dei recettori D2 della dopamina ad essere approvato in monosomministrazione mensile, rappresenta una nuova opzione di trattamento per affrontare il problema delle recidive di malattia nei pazienti affetti da schizofrenia. La riacutizzazione  della schizofrenia può verificarsi se un paziente non risponde piu al trattamento antipsicotico  o se smette di assumere il farmaco prescritto

Le ragioni alla base dell’abbandono della terapia da parte del paziente sono molteplici ed includono:
•    scarsa consapevolezza della propria malattia
•    presenza di eventi avversi a seguito del trattamento
•    adozione di regimi terapeutici complessi
•    mancanza di supporto familiare.

L’approvazione dell’agenzia americana di basa su dati che dimostrano l’efficacia e la sicurezza di aripiprazolo nella formulazione intramuscolo a rilascio prolungato provenienti da uno studio di fase III della durata di 52 settimane, controllato vs placebo, in doppio cieco, randomizzato, condotto in pazienti adulti affetti da schizofrenia, nel corso del quale è stato osservato come il trattamento sia stato in grado di ritardare  il tempo di ricaduta (endpoint primario) rispetto al placebo (hazard ratio= 5,03; IC 95%= 3,15-8,02, p<0,0001) (1).

Inoltre, considerando un importante endpoint secondario, il trattamento con la nuova formulazione di aripiprazolo in monosomministrazione mensile ha ridotto in modo statisticamente significativo la percentuale di pazienti che sono andati incontro a riacutizzazione della malattia rispetto al gruppo placebo alla fine dello studio (rispettivamente 10% vs 40%; p<0,0001).

Aripiprazolo, nella nuova formulazione, è stato generalmente ben tollerato e l’incidenza di eventi avversi è risultata pressoché sovrapponibile nei due gruppi.
Il farmaco non è approvato nel trattamento dei pazienti con psicosi legata alla demenza ed è controindicato nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo.

Secondo le due case farmaceutiche Otsuka e Lundbeck, la commercializzazione del farmaco dovrebbe iniziare negli Usa presumibilmente a partire dalla terza decade di questo mese.

Il farmaco viene attivamente studiato anche nel nostro Paese: attualmente più di 10 centri italiani di psichiatria sono coinvolti in uno studio clinico internazionale di confronto tra la formulazione mensile di aripiprazolo vs paliperidone.

Per quanto concerne l’Europa, nel dicembre 2012 Otsuka e Lundbeck hanno sottoposto la richiesta di approvazione all’European Medicines Agency (Ema) e al Committee for Medicinal Products for Human Use (Chmp).

1) Kane JM et al. Aripiprazole Intramuscular Depot as Maintenance Treatment in Patients with Schizophrenia: A 52-Week, Multicenter, Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Study. J Clin Psychiatry 2012;73(5):617-624.
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