Sclerosi multipla, Fda approva ofatumumab, prima terapia sottocutanea anti cellule B

Fda

L'Fda ha approvato ofatumumab per il trattamento delle forme recidivanti di sclerosi multipla (SRM): sindrome clinicamente isolata,á malattia recidivante-remittente e malattia secondaria progressiva attiva negli adulti. Sviluppato da Novartis il farmaco sarÓ messo in commercio con il marchio Kesimpta e sarÓ disponibile per via sottocutanea.

L’Fda ha approvato ofatumumab per il trattamento delle forme recidivanti di sclerosi multipla (SRM): sindrome clinicamente isolata,  malattia recidivante-remittente e malattia secondaria progressiva attiva negli adulti. Sviluppato da Novartis il farmaco sarà messo in commercio con il marchio Kesimpta e sarà disponibile per via sottocutanea.

Ofatumumab è la prima terapia rivolta alle cellule B che può essere somministrata una volta al mese a casa del paziente tramite la penna autoinjector Sensoready.

"Questa approvazione è una notizia meravigliosa per i pazienti con sclerosi multipla recidivante. Nei principali studi clinici, questo trattamento innovativo ha prodotto una profonda riduzione delle nuove lesioni cerebrali, riducendo le ricadute e rallentando la progressione della malattia", ha dichiarato Stephen L. Hauser, direttore dell'UCSF Weill Institute for Neurosciences e co-presidente del comitato direttivo degli studi ASCLEPIOS I e II. "Grazie al suo profilo di sicurezza favorevole e al regime di iniezione mensile ben tollerato, i pazienti possono autosomministrare il trattamento a domicilio, evitando visite al centro di infusione".

Ofatumumab è stato approvato dall’Fda per la prima volta nel 2009 per il trattamento della leucemia linfocitica cronica (LLC) come infusione endovenosa ad alta dose, somministrata da un operatore sanitario. Novartis aveva ottenuto il farmaco da GlaxoSmithKine nel 2015 con lo swap tra le due aziende che si erano scambiate i vaccini e i farmaci da banco (passati da Novartis a Gsk) e i farmaci oncologici (passati da Gsk a Novartis).

L’arrivo di ibrutinib ha però fatto si che il suo spazio clinico si sia rapidamente ridotto ma Novartis ne aveva subito intravisto una forte opportunità nella sclerosi multipla e ne ha accelerato lo sviluppo ; pochi mesi dopo aver chiuso l’affare con Gsk, ne aveva acquisito i diritti posseduti da Gsk e da Genmab anche per questa nuova indicazione. La ragione è molto semplice.

Ofatumumab agisce legandosi alla molecola CD20 sulla superficie delle cellule B e inducendo una potente lisi e deplezione delle cellule B. Agire sul CD-20, un recettore che si trova sulla superficie delle cellule B, è un meccanismo che sappiamo già essere efficace perché è quello di ocrelizumab, il farmaco di Roche che sta ottenendo un grande successo clinico e di mercato proprio nella sclerosi multipla, sia nelle forme recidivanti remittenti sia in quelle secondariamente progressive.

Dalla sua ofatumumab, avrà una somministrazione sottocutanea che lo rende più comodo rispetto alla via endovenosa di ocrelizumab. Dalla sua, il farmaco di Roche ha il fatto che si si dà ogni sei mesi, verso la somministrazione mensile di ofatumumab. In preparazione dell'arrivo di ofatumumab, Roche a maggio ha ottenuto l'approvazione europea per un'infusione di sole due ore per ocrelizumab. Sarà quindi una sfida al fotofinish.

Il programma di sviluppo clinico per l'ofatumumab nella SMR ha richiesto 10 anni e ha coinvolto più di 2.300 pazienti in tutto il mondo nell'ambito di studi rigorosi che hanno rispecchiato l'ampia popolazione di pazienti.

Presentati nel 2014, i risultati positivi di fase IIb nei pazienti con SM hanno dimostrato una marcata e significativa riduzione del numero di nuove lesioni cerebrali nelle prime 24 settimane dopo la somministrazione di ofatumumab. Nel mese di agosto 2016 Novartis ha quindi avviato un programma di fase III per ofatumumab nella SMR.

Negli studi di Fase III ASCLEPIOS I e II, entrambi testa-a-testa, pubblicatis ul NEJM poche settimane fa, ofatumumab ha dimostrato la superiorità su teriflunomide in pazienti con forme recidivanti di sclerosi multipla (SMR). Gli studi ASCLEPIOS hanno studiato l’efficacia e la sicurezza di ofatumumab 20 mg somministrato mensilmente per via sottocutanea rispetto a teriflunomide 14 mg una volta al giorno per via orale negli adulti con SMR.

Entrambi gli studi hanno soddisfatto i rispettivi endpoint primari, con ofatumumab che ha dimostrato una riduzione di oltre il 50 per cento, altamente significativa e clinicamente rilevante, del numero di recidive confermate, valutata come tasso di recidiva annualizzato (ARR, annualized relapse rate). I pazienti trattati con ofatumumab hanno avuto un tasso annuale di ricaduta di 0,1, che equivale a uno ogni 10 anni.

Sono stati soddisfatti anche i rispettivi endpoint secondari chiave, costituiti dal prolungamento del tempo alla progressione della disabilità confermata.

Nel complesso ofatumumab ha fornito un’efficacia prolungata, a fronte di un profilo di sicurezza favorevole.

Studi ASCLEPIOS
ASCLEPIOS I e II (NCT02792218 e NCT02792231) sono studi gemelli di fase III, dal disegno identico, di durata flessibile (fino a 30 mesi), multicentrici, condotti in doppio cieco e randomizzati, che valutano la sicurezza e l’efficacia di ofatumumab 20 mg somministrato mediante iniezioni sottocutanee mensili rispetto a teriflunomide 14 mg compresse orali con assunzione una volta al giorno negli adulti con diagnosi confermata di SMR.

Gli studi hanno arruolato 1882 pazienti con SM di età compresa tra 18 e 55 anni, con un punteggio EDSS (Expanded Disability Status Scale) tra 0 e 5,5. Gli studi sono stati condotti in oltre 350 siti in 37 Paesi.

L’endpoint primario di entrambi gli studi era dimostrare che ofatumumab è superiore a teriflunomide nel ridurre la frequenza delle recidive confermate, come valutato dall’ARR nei pazienti trattati fino a 30 mesi.

Gli endpoint secondari includevano il tempo di progressione della disabilità confermato rispettivamente a tre e sei mesi, il miglioramento della disabilità confermato a 6 mesi, le lesioni T1 captanti gadolinio, il numero di lesioni T2 nuove o in espansione, i livelli sierici di catena leggera del neurofilamento (NfL, neurophilament light chain) e il tasso di perdita di volume cerebrale. Durante il periodo di trattamento sono state misurate anche la sicurezza e le proprietà farmacocinetiche di ofatumumab

SEZIONE DOWNLOAD