La Fda ha respinto la domanda di registrazione presentata da Sanofi per richiedere la commercializzazione negli Stati Uniti del farmaco alemtuzumab, un nuovo trattamento contro la sclerosi multipla già approvato dalle autorità europee lo scorso mese di settembre.

Secondo l’Fda, non vi sarebbero dati sufficienti a garantire un favorevole rapporto tra efficacia e sicurezza del farmaco e per questa ragione ha richiesto all’azienda di effettuare nuovi studi con diversi farmaci di confronto. L’agenzia americana ha avuto anche da ridire sul disegno dei due studi registrativi.

L’azienda produttrice ha già fatto sapere di essere in completo disaccordo con la decisione dell’Fda e che, al contrario, i dati del dossier registrativo costituiscono una robusta documentazione dell’efficacia e della sicurezza del farmaco. Per questa ragione verrà presentato un ricorso alla decisione dell’Fda. Il farmaco è prodotto da Genzyme, società acquistata da Sanofi nel 2011 per circa 20 miliardi di dollari.

Alemtuzumab è un anticorpo monoclonale umanizzato anti IgG1 kappa. È ottenuto con tecniche di ingegneria genetica ed è specifico per una particolare glicoproteina (CD52) di superficie cellulare del linfocita. L'anticorpo è ottenuto partendo da una sospensione di cellule di mammifero su terreno di coltura.

Alemtuzumab ha uno schema di somministrazione particolare che prevede solo 2 cicli di trattamento annuali. Il primo ciclo di trattamento viene somministrato mediante una infusione endovenosa al giorno per 5 giorni consecutivi, e la seconda per 3 giorni consecutivi, da effettuarsi dopo12 mesi dalla prima. I primi risultati suggeriscono che per molti pazienti potrebbero non essere necessari ulteriori trattamenti, almeno per i 3 anni successivi, con la concreta possibilità che il farmaco possa offrire un controllo a lungo termine della malattia.

I principali problemi di sicurezza evidenziati dagli esperti Fda comprendono gli effetti del farmaco sulla tiroide e la porpora trombocitopenica idiopatica, eventi avversi per i quali i pazienti dovrebbero essere monitorati.

Il dossier clinico a supporto del farmaco si basa principalmente sugli studi CARE-MS due trial di fase 3 i cui risultai sono stati pubblicati su The Lancet nel novembre del 2012. Si tratta di due studi globali, randomizzati e disegnati per valutare se in pazienti con SM il farmaco sperimentale alemtuzumab potesse raggiungere un’efficacia significativa con un miglior profilo di sicurezza superiori rispetto a interferone beta 1-a (interferone beta-1a per via sottocutanea nel dosaggio di 44 mcg), un riconosciuto standard terapeutico per la SM recidivante-remittente.

Lo studio CARE-MS I ha valutato 581 pazienti mai trattati in precedenza, fatta eccezione per gli steroidi. In questo trial, rispetto al comparator,.alemtuzumab ha determinato una riduzione del 55% delle recidive verificatesi nei due anni di studio.

Lo studio CARE-MS II ha valutato 840 pazienti che avevano avuto almeno un episodio di ricaduta in corso di terapia, comprese quelle iniettabili standard in grado di modificare la malattia. In questo trial, alemtuzumab ha determinato una riduzione del 49% delle recidive e del 42% della disabilità.

Attualmente il farmaco è stato approvato dalle autorità regolatorie di Europa, Canada e Australia e alter domande di registrazione sono ancora in corso di valutazione.