Scompenso cardiaco, Fda dice no a serelaxina

Fda
La decisione era abbastanza scontata alla luce del pronunciamento negativo dello scorso 27 marzo degli esperti del Cardiovascular and Renal Drugs Advisory Committee dell’agenzia americana.

Pochi giorni fa, l’Fda ha inviato a Novartis un complete response letter nella quale nega l’approvazione al farmaco sviluppato per la terapia dello scompenso acuto. La decisione negativa si basa sulle evidenze di efficacia giudicate non sufficienti.

Novartis tuttavia non si dà affatto per vinta e sta conducendo un programma molto ampio di sviluppo clinico attraverso un trial che arruolerà oltre 6500 pazienti. Lo studio però non sarà completato che entro un paio di anni.

Lo scorso gennaio, anche il Chmp dell’Ema aveva deciso di non raccomandare il farmaco per la terapia dello scompenso cardiaco acuto.

Pur riconoscendo che il farmaco ha un effetto clinico positivo, gli esperi americani hanno messo in discussione l’indicazione generale di miglioramento dei sintomi dello scompenso cardiaco in quanto i due endopint principali dello studio RELAX-AHF, a supporto dell’approvazione del medicinale, riguardavano unicamente la dispnea.

La decisione appare però in contraddizione con quella dello scorso anno, quando l’Fda aveva concesso al farmaco la designazione di “terapia fortemente innovativa” ( breakthrough therapy designation).  Tale designazione, infatti, è concessa solo ai farmaci che hanno il potenziale di essere un sostanziale miglioramento rispetto alle terapie esistenti.

Il dossier registrativo del farmaco si basava sui dati dello studio RELAX-AHF pubblicato su The Lancet nel 2013. Lo studio è un trial randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, che ha coinvolto 1.161 pazienti arruolati in 96 centri di 11 Paesi,  ricoverati per uno scompenso cardiaco acuto e trattati con placebo o un’infusione di serelaxina (30 mcg/kg al giorno) per un massimo di 48 ore. Assieme all’ormone, ai pazienti sono stati somministrati diuretici dell’ansa e altri farmaci, mentre i pazienti del gruppo placebo sono stati trattati in aggiunta con la terapia standard dello scompenso acuto.

Serelaxina (RLX030 ) è una versione ricombinante della relaxina-2, un ormone umano particolarmente importante nelle donne in gravidanza, ma presente anche nell’uomo. Sviluppato in origine da Corthera, acquisita da Novartis nel 2010, il farmaco sperimentale agisce rilassando i vasi sanguigni e riducendo di conseguenza lo stress sul cuore e sui reni.

Il farmaco è destinato alla somministrazione in aggiunta alle terapie convenzionali, al momento del ricovero in pronto soccorso, per i pazienti nei quali si sta manifestando un episodio di scompenso cardiaco acuto, ed è infuso nell’arco di 48 ore.

Ogni anno, si registrano circa 3,5 milioni di episodi di scompenso cardiaco acuto negli Stati Uniti e Unione Europea. Nei grandi anziani (>75 anni) la prevalenza può arrivare anche al 50-60% e con l’invecchiamento della popolazione si prevede un ulteriore incremento dei casi. In Italia questa patologia è la causa di oltre 200 mila ricoveri all’anno (seconda solo al parto). La mortalità per scompenso cardiaco acuto è ancora molto alta. Entro un anno muore il 20-25% dei malati. Entro 5 anni muore il 50%. A 10 anni oltre l’80%.

A parte i diuretici non vi sono attualmente farmaci di dre un reale contributo alla prognosi dei pazienti e vi è dinque un reale unmet medical need need.


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