L’Fda ha concesso la designazione di “terapia fortemente innovativa” ( breakthrough therapy designation) per serelaxina, un nuovo farmaco che Novartis sta sviluppando per la terapia dello scompenso cardiaco.
Tale designazione, concessa solo ai farmaci che hanno il potenziale di essere un sostanziale miglioramento rispetto alle terapie esistenti, potrebbe aprire la via a un approvazione accelerata. Il farmaco è attualmente sotto esame di Ema ed Fda.

Secondo gli analisti della Deutsche bank il farmaco avrebbe un potenziale di vendita pari a $2,5 miliardi l’anno.

Novarts fa sapere che la decisione dell’Fda si basa sui dati dello studio RELAX-AHF, condotto su 1.161 pazienti ricoverati per insufficienza cardiaca acuta e che riguardava proprio questa sostanza. Serelaxina è la sola molecola ad avere dimostrato una significativa riduzione del 37% della mortalità a 6 mesi da un episodio di scompenso cardiaco acuto, rispetto a quelli che avevano ricevuto i trattamenti tradizionali, migliorando anche la dispnea, il sintomo più comune dello scompenso cardiaco.

Lo studio di Fase III ha inoltre mostrato che la significativa riduzione di segni e sintomi di peggioramento dello scompenso cardiaco, porta a una  riduzione dell'esigenza di un trattamento per lo scompenso cardiaco intensificato e quindi della durata media di degenza in ospedale e nel reparto di terapia intensiva/cardiologia.

Serelaxina è una versione ricombinante della relaxina-2, un ormone umano particolarmente importante nelle donne in gravidanza, ma presente anche nell’uomo. Sviluppato in origine da Corthera, acquisita da Novartis nel 2010, il farmaco sperimentale agisce rilassando i vasi sanguigni e riducendo di conseguenza lo stress sul cuore e sui reni.

Ogni anno si registrano circa 3,5 milioni di episodi di scompenso cardiaco acuto negli Stati Uniti e Unione Europea. Circa il 5% della popolazione è affetta da scompenso cardiaco acuto. Nei grandi anziani (>75 anni) la prevalenza può arrivare anche al 50-60% e con l’invecchiamento della popolazione si prevede un ulteriore incremento dei casi. In Italia questa patologia è la causa di oltre 200 mila ricoveri all’anno (seconda solo al
parto)  e ancora oggi un terzo dei pazienti muore dopo un anno dal ricovero ed uno su due a meno di 5 anni dal ricovero.. La mortalità per scompenso cardiaco acuto è ancora molto alta. Entro un anno muore il 20-25% dei malati. Entro 5 anni muore il 50%. A 10 anni oltre l’80%.

Ogni episodio di scompenso cardiaco acuto contribuisce a generare una spirale di peggioramento dello scompenso cardiaco e danneggia organi vitali, come il cuore e i reni, facendo diminuire le possibilità che il paziente sopravviva a un nuovo episodio [6]. C’è un’urgente necessità di nuovi trattamenti che aiutino ad alleviare i sintomi e a proteggere gli organi vitali dal danno provocato dagli episodi di scompenso cardiaco acuto, e che siano in grado di allungare l’aspettativa di vita dei pazienti affetti da questa patologia.

RLX030
RLX030 (serelaxina) è una forma ricombinante dell'ormone umano relaxina-2 presente naturalmente  negli uomini e nelle donne8. Nelle donne i livelli di relaxina-2 si innalzano per favorire importanti cambiamenti fisiologici durante la gravidanza. RLX030 è destinato alla somministrazione in aggiunta alle terapie convenzionali, al momento del ricovero in pronto soccorso, per i pazienti nei quali si sta manifestando un episodio di scompenso cardiaco acuto, ed è infuso nell’arco di 48 ore.

Nello studio RELAX-AHF, RLX030 ha mostrato di avere effetti sia a breve che a lungo termine, aiutando i pazienti a respirare durante e dopo un episodio di scompenso cardiaco acuto e riducendo l’incidenza di peggioramenti dello scompenso cardiaco. I dati del programma di studi clinici mostrano anche come gli effetti collaterali di RLX030 siano equivalenti a quelli delle terapia standard e come il farmaco sia stato generalmente ben tollerato[4].

Lo scompenso cardiaco
A livello mondiale le persone che soffrono di scompenso cardiaco sono più di 15 milioni, e questo numero è in crescita[9]. Lo scompenso cardiaco è una patologia invalidante, che può avere conseguenze letali, in cui  il cuore non è in grado di far circolare sangue adeguatamente ricco di ossigeno nell’organismo. Di conseguenza, l'organismo non è in grado di funzionare in modo corretto. Ciò accade di solito perché il muscolo del cuore, responsabile dell'azione di pompaggio, si indebolisce nel tempo o diventa troppo rigido.

Questa riduzione sul lungo termine della capacità del cuore di far circolare il sangue in modo efficace prende il nome di scompenso cardiaco cronico.
Nei pazienti con scompenso cardiaco, i sintomi possono peggiorare improvvisamente, richiedendo spesso il ricovero ospedaliero d'urgenza. Questi episodi prendono il nome di scompenso cardiaco acuto. In alcuni casi, questi episodi possono manifestarsi in pazienti con nessuna anamnesi precedente di scompenso cardiaco. I liquidi si accumulano rapidamente nei polmoni, rendendo difficile l'ingresso dell'ossigeno nel sangue e i pazienti che hanno avuto un episodio di scompenso cardiaco acuto riferiscono di aver avuto la sensazione di “affogare vivi”. Il sintomo più comune di scompenso cardiaco acuto è la dispnea (o affanno); altri sintomi frequenti includono gonfiore degli arti, tosse, debolezza, stanchezza e battito cardiaco irregolare.

Lo scompenso cardiaco è una condizione progressiva e ogni episodio di scompenso cardiaco acuto danneggia il cuore e gli altri organi come i reni, contribuendo al declino del paziente. Questa spirale discendente può condurre al peggioramento dei sintomi, a ulteriori ricoveri d'emergenza in ospedale, al rischio accresciuto di complicazioni aggiuntive come attacchi cardiaci, insufficienza renale e morte precoce. I pazienti con ipertensione, malattia coronarica, diabete, pressione sanguigna alta, o insufficienza renale e che hanno avuto precedentemente un ictus sono tutti a maggior rischio di sviluppare lo scompenso cardiaco acuto.


Teerlink et al. Serelaxin, recombinant human relaxin-2, for treatment of acute heart failure (RELAX-AHF): a randomised, placebo-controlled trial. Lancet, 2013;381:29-39.