L’Fda ha approvato la N-acetilgalattosammina 6-solfatasi (GALNS), una terapia enzimatica sostitutiva sviluppata per il trattamento di pazienti con la rara malattia lisosomiale denominata Mucopolisaccaridosi di Tipo IVA (MPS IVA), chiamata anche sindrome di Morquio A. Sviluppato dalla biotech americana Biomarin, il farmaco sarà messo in commercio con il marchio Vimizim ed è il primo approvato per questa indicazione.

A sminuire gli entusiasmi degli analisti, il farmaco dovrà riportare un boxed warning che mette in luce i possibili rischi di anafilassi.

La malattia deve il suo nome al medico uruguaiano Luis Morquio che nel 1929 ne fu lo scopritore contemporaneamente a James Frederick Brailsford, un radiologo inglese.

L’azienda ha fatto sapere che metterà immediatamente in commercio il farmaco. Il dossier registrativo del farmaco è stato presentato anche alle autorità regolatorie di Europa, Brasile, Australia, Canada e Messico.

Nello studio di fase III MOR-004, condotto su 176 pazienti affetti dalla malattia di età compresa fra 5 e 57 anni,  il farmaco ha centrato il suo obiettivo primario, cioè il miglioramento rispetto al placebo del risultato del test 6MWT (test della distanza percorsa a piedi in 6 minuti) dopo 24 settimane di terapia con GALNS.

Nei pazienti trattati ogni settimana con l’enzima alla dose di 2 mg/kg si è osservato un aumento medio di 22,5 metri nel 6MWT rispetto al gruppo di controllo, trattato con placebo (P = 0,0174). Non vi è stato alcun miglioramento statisticamente significativo nel test di salita delle scale.

I bambini che hanno assunto il farmaco durante la sperimentazione clinica hanno anche visto un miglioramento della loro energia fisica e della resistenza alla fatica, consentendo loro di socializzare meglio, imparare e agire in modo indipendente.

Mucopolisaccaridosi di tipo IVA (sindrome di Morquio)
La mucopolisaccaridosi IVA (MPS IVA, nota anche come sindrome di Morquio) è una malattia genetica a trasmissione autosomica recessiva, che appartiene al gruppo della malattie da accumulo lisosomiali.

La patologia è causata da un deficit dell’enzima GALNS responsabile di una degradazione difettosa del cheratan solfato e della condroitina 6-solfato, due componenti della cartilagine che, di conseguenza, si accumulano in quantità eccessiva nei lisosomi determinando un'alterazione nello sviluppo osseo.

Questa sovrabbondanza provoca, infatti, displasia sistemica delle ossa, bassa statura e anomalie articolari, che limitano la mobilità e la resistenza. Inoltre, le malformazioni del torace compromettono la funzionalità respiratoria, e l’ipoplasia dentale, associata alla lassità dei legamenti, causa un’instabilità della colonna a livello cervicale e, potenzialmente, una compressione del midollo.

Tra gli altri sintomi, possono esserci deficit dell’udito fino ad arrivare alla sordità, cataratta e altre problematiche oculari, valvulopatia cardiaca e vulnerabilità alle infezioni virali. I primi sintomi spesso si manifestano in modo evidente nei primi 5 anni di vita.

Non ci sono ancora dati certi sui numeri della malattia, che è comunque rara. Il tasso d’incidenza, tuttora non confermato, varia nelle diverse popolazioni e va, secondo le stime, da 1 su 200.000 a 1 su 250.000. La prevalenza stimata negli Usa è di  circa 800 pazienti, nella Ue e in Giappone e tra 1.500 e 2.000 nel resto del mondo, per un totale di 2.500-3.000 pazienti.

Comunicato Fda