Il 30 ottobre 2014 è stata pubblicata sulla rivista Circulation un’analisi Medicare della Food and Drug Administration (FDA), che ha coinvolto 134.000 pazienti affetti da Fibrillazione Atriale, trattati con dabigatran etexilato o warfarin nel contesto di pratica clinica1 .

Gli autori dell’FDA sono arrivati alla conclusione che, in pazienti anziani con Fibrillazione Atriale non valvolare, dabigatran rispetto a warfarin è stato associato ad un rischio ridotto di ictus ischemico e di sanguinamenti intracranici, un aumento significativo di sanguinamenti gastrointestinali maggiori ed un minor rischio di morte.1
Lo Studio dell’FDA conferma i risultati dello Studio RE-LY® su 18.000 pazienti che hanno portato all’approvazione di dabigatran per la prevenzione dell’ictus nella Fibrillazione Atriale in tutto il mondo.1-3

L’analisi FDA Medicare è basata sui dati di pazienti inclusi in Medicare: un programma di assicurazione medica amministrato dal governo degli Stati Uniti, riguardante le persone dai 65 anni in su o che incontrano altri criteri particolari.1 Lo Studio FDA include pazienti che hanno iniziato il trattamento con dabigatran o con warfarin nella Fibrillazione Atriale non valvolare tra ottobre 2010 e dicembre 2012. 1

I dettagli dell’analisi mostrano

•    La riduzione degli ictus ischemici con dabigatran (20% in meno rispetto a warfarin)
•    La riduzione dei sanguinamenti intracranici con dabigatran (66% in meno rispetto a warfarin)
•    Il beneficio di sopravvivenza con dabigatran (14% migliore rispetto a warfarin)
•    Maggiori sanguinamenti gastrointestinali con dabigatran (28% in più rispetto a warfarin)1
•    Nessuna differenza nei sanguinamenti maggiori tra dabigatran e warfarin
•    Nessuna differenza in termini di infarto miocardico acuto tra dabigatran e warfarin

NB: negli USA i dosaggi autorizzati per la prevenzione dell’ictus e dell’embolismo sistemico in pazienti adulti con Fibrillazione Atriale non valvolare sono 150 e 75 mg due volte al giorno; in Europa il dosaggio da 75 mg due volte al giorno non è autorizzato in questa indicazione.

L’FDA aveva già comunicato parte della propria analisi in una comunicazione Drug Safety sul proprio sito web nel maggio 2014 e aveva esplicitamente dichiarato che, "dabigatran etexilato offre un importante beneficio per la salute, se usato secondo le istruzioni”.4

“I risultati dell’analisi FDA Medicare confermano chiaramente che il positivo profilo di sicurezza ed efficacia osservato nello Studio Clinico RE-LY® è stato raggiunto in un contesto real world di pratica clinica” ha commentato il Professor Jörg Kreuzer, Vice President Medicine Therapeutic Area Cardiovascular di Boehringer Ingelheim. “I risultati di questo Studio, di gran lunga il più ampio del suo genere, rafforzano ulteriormente la qualità e l’affidabilità dei risultati dello studio RE-LY® e i vantaggi che dabigatran può portare ai pazienti con Fibrillazione Atriale non valvolare a rischio di ictus.”


Dabigatran etexilato
L’esperienza clinica con dabigatran etexilato è superiore a quella di tutti gli altri Nuovi Anticoagulanti Orali e supera i 3 milioni di anni/paziente per tutte le indicazioni per le quali il farmaco è stato approvato nel mondo. Dabigatran è sul mercato da oltre 6 anni ed è un farmaco approvato in più di 100 Paesi. 5

Le indicazioni per cui dabigatran è attualmente approvato sono: 6,7

•    Prevenzione dell’ictus e delle embolie sistemiche in pazienti con fibrillazione atriale non-valvolare e un fattore di rischio per l’ictus;
•    Prevenzione primaria di eventi di tromboembolismo venoso in pazienti che si sottopongono a chirurgia elettiva di sostituzione totale dell’anca o del ginocchio;
•    Trattamento di trombosi venosa profonda (TVP) ed embolia polmonare (EP) e prevenzione delle recidive di TVP ed EP negli adulti.

Dabigatran, inibitore diretto della trombina (IDT), è stato il primo farmaco di una nuova generazione di anticoagulanti orali ad azione diretta ad essere stato approvato e  reso disponibile sul mercato per rispondere a un forte bisogno insoddisfatto di terapie per la prevenzione e il trattamento delle malattie tromboemboliche acute e croniche7,8. Gli inibitori diretti della trombina ottengono potenti effetti antitrombotici, bloccando in modo specifico l’attività di questo enzima, principale responsabile nel processo di formazione di trombi.9

A differenza degli antagonisti della vitamina K, che agiscono in maniera variabile, tramite i diversi fattori della coagulazione, dabigatran realizza un’anticoagulazione efficace, prevedibile e riproducibile con basso potenziale di interazione con altri farmaci e nessuna interazione con il cibo, senza richiedere il monitoraggio regolare della coagulazione né aggiustamenti di dosaggio. 8,10

References
1.    Graham J. et al. Cardiovascular, bleeding, and mortality risks in elderly medicare patients treated with dabigatran or warfarin for non-valvular atrial fibrillation. Circulation. 2014. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.114.012061 Published online October 30, 2014.
2.    Connolly SJ. et al. The Long Term Multi-Center Extension of Dabigatran Treatment in Patients with Atrial Fibrillation (RELY-ABLE) study. Circulation. 2013;128:237-43.
3.    Connolly SJ. et al. Dabigatran versus warfarin in patients with atrial fibrillation. N Engl J Med. 2009;361:1139-51.
4.    FDA Drug Safety Communication: FDA study of Medicare patients finds risks lower for stroke and death but higher for gastrointestinal bleeding with Pradaxa (dabigatran) compared to warfarin – 13 May 2014. http://www.fda.gov/drugs/drugsafety/ucm396470.htm. Last accessed: October 2014
5.    Boehringer Ingelheim data on file.
6.    PRADAXA Prescribing Information, 2014.
7.    Pradaxa® European Summary of Product Characteristics, 2014.
8.    Stangier J. Clinical pharmacokinetics and pharmacodynamics of the oral direct thrombin inhibitor dabigatran etexilate. Clin Pharmacokinet. 2008;47(5):285–95.
9.    Di Nisio M. et al. Direct thrombin inhibitors. N Engl J Med. 2005;353:1028–40.
10.    Stangier J. et al. Pharmacokinetic Profile of the Oral Direct Thrombin Inhibitor Dabigatran Etexilate in Healthy Volunteers and Patients Undergoing Total Hip Replacement. J Clin Pharmacol. 2005;45:555–63.