Tumore del polmone ALK+, Fda approva ceritinib in prima linea

L'Fda ha ampliato l'indicazione per ceritinib includendo il trattamento di prima linea di pazienti affetti da tumore del polmone non a piccole cellule metastatico (NSCLC) i cui tumori siano ALK-positivi, come rilevato da un test approvato dall'agenzia americana.

L’Fda ha ampliato l'indicazione per ceritinib includendo il trattamento di prima linea di pazienti affetti da tumore del polmone non a piccole cellule metastatico (NSCLC) i cui tumori siano ALK-positivi, come rilevato da un test approvato dall’agenzia americana.

Ceritinib era stato approvato nel 2014 per il NSCLC metastatico ALK-positivo nei pazienti che avevano progredito o erano intolleranti al crizotinib. L'agente è un inibitore selettivo per via orale di ALK, con una potenza superiore a quella del crizotinib.

La nuova indicazione si basa sul trial ASCEND-4 i cui risultati sono stati pubblicati nel gennaio di quest'anno sul Lancet. Il trial ha randomizzato 376 pazienti con NSCLC metastatico con riarrangiamenti di ALK a ceritinib (189 pazienti) o alla chemioterapia a base di platino epemetrexed (187 pazienti).

L'endpoint primario era la sopravvivenza libera dalla progressione, e il ceritinib è risultato più efficace. La sopravvivenza media senza progressione era di 16,6 mesi con il farmaco in studio, rispetto a 8,1 mesi nel braccio trattato con la chemioterapia, per un rapporto di rischio di 0,55 (95% CI, 0,42-0,73; P <0,0001).

Il tasso di risposta generale è stato anche migliore: 73% con ceritinib e 27% con la chemioterapia. La durata media della risposta era di 23,9 mesi con ceritinib e 11,1 mesi con platino / pemetrexed. A questo punto dello studio i dati generali di sopravvivenza erano ancora immaturi pe runa loro valutazione.

Lo studio ASCEND-4 ha anche esaminato i tassi di risposta nei pazienti con lesioni del sistema nervoso centrale misurabili. Il tasso di risposta intracranica confermato era del 57% con ceritinib, rispetto al 22% con la chemioterapia.

Eventi avversi gravi (AEs) si sono verificati nel 38% dei pazienti trattati con ceritinib e AE che portano alla sospensione del farmaco si sono verificati nel 12%. Interruzioni di dose dovute agli AE si sono state osservate nel 77% dei pazienti trattati con ceritinib e il 66% ha richiesto una riduzione della dose. Gli AE più comuni con il farmaco in ASCEND-4 comprendevano diarrea, nausea, vomito, stanchezza e dolore addominale.