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Tumore del polmone: Breakthrough Therapy Designation dall'Fda per inibitore di tirosin-chinasi anti-EGFR di 3a generazione di Boehringer Ingelheim

Boehringer Ingelheim ha annunciato oggi che la Food and Drug Administration (FDA) ha concesso la Breakthrough Therapy Designation a BI 1482694* (HM61713**) il nuovo inibitore sperimentale tirosin-chinasico di 3a generazione, specifico per mutazioni dei recettori del fattore di crescita epidermico (EGFR).

Boehringer Ingelheim ha annunciato oggi che la Food and Drug Administration (FDA) ha concesso la Breakthrough Therapy Designation a BI 1482694* (HM61713**) il nuovo inibitore sperimentale tirosin-chinasico di 3a generazione, specifico per mutazioni dei recettori del fattore di crescita epidermico (EGFR).

La decisione di concedere la Breakthrough Therapy Designation è stata presa sulla base dei risultati del trial clinico di Fase I/II HM-EMSI-101, presentati in occasione del Congresso ESMO Asia 2015 a Singapore. L’FDA concede la Breakthrough Therapy Designation a terapie promettenti, per patologie gravi, che possono mettere a rischio la vita delle persone, allo scopo di facilitarne e accelerarne lo sviluppo e l’esame.

Il trial clinico HM-EMSI-101 ha valutato BI 1482694 in pazienti pre-trattati, con tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato, positivo per mutazioni EGFR. Sulla base dei risultati positivi ottenuti da HM61713/BI 1482694, è stata recentemente presentata richiesta di registrazione (New Drug Application) al Ministero per la Sicurezza Alimentare e dei Farmaci della Corea del Sud da parte di Hanmi Pharmaceutical Co. Ltd, con cui Boehringer Ingelheim ha un accordo in esclusiva di licenza e collaborazione per lo sviluppo, e i diritti di commercializzazione mondiale (ad eccezione della Corea del Sud, della Cina e di Hong Kong) di BI 1482694.

I risultati del trial clinico di Fase I/II su BI 1482694, presentati al Congresso EMSO Asia 2015 a Singapore, mostrano l’attività antitumorale e il favorevole profilo di sicurezza del farmaco, al dosaggio consigliato nello Studio di Fase II, di 800 mg in monosomministrazione giornaliera, precedentemente presentato, nei mesi scorsi, al Congresso della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO 2015).

In pazienti con NSCLC positivo per T790M, pretrattati con inibitore tirosin-chinasico anti-EGFR:

• sono state osservate risposte obiettive (OR) valutate in modo indipendente nel 62% dei pazienti, compresi 32 soggetti (46%) in cui la risposta del tumore è stata confermata entro il termine di cut-off per i risultati;

• la percentuale di controllo della malattia è stata del 91%, secondo la valutazione  indipendente.


Alla data di cut-off per i risultati, la durata mediana della risposta non era ancora stata raggiunta e verrà riferita in futuro.

Gli eventi avversi più comuni, correlati alla terapia, hanno compreso (totale/di grado 3) diarrea (55%/0%), nausea (37%/0%), rash (38%/5%) e prurito (36%/1%), di cui la maggioranza di grado da lieve a moderato.

Il coordinatore dello studio Professor Keunchil Park della Divisione di Ematologia e Oncologia del Samsung Medical Center, Sungkyunkwan School of Medicine, Corea del Sud, ha commentato: “Questi risultati confermano ulteriormente il potenziale di BI 1482694, come terapia per pazienti con tumore polmonare resistente a terapie mirate anti-EGFR di 1a o 2a generazione. Essere in grado di migliorare gli esiti per i pazienti con tumore positivo per mutazioni EGFR con minimo impatto sulla loro qualità di vita è un obiettivo sia per i pazienti, che per i medici. Attendiamo, pertanto, con ansia, i dati di durata della risposta e di sopravvivenza libera da progressione della malattia di questo studio, oltre ai risultati del più ampio programma di sviluppo clinico in corso”.

Il programma di studi clinici cardine su BI 1482694 nel tumore polmonare – chiamato ELUXA – comprende molti trial, tra cui gli Studi di Fase III, che saranno avviati nel 2016. Il primo trial cardine di Fase III (ELUXA 1/HM-EMSI-202) è stato disegnato per valutare in modo ulteriore, l’efficacia e la sicurezza di BI 1482694, in pazienti con NSCLC e resistenza mediata da T790M, acquisita dopo terapia anti-EGFR di prima linea con inibitori tirosin-chinasici.

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