Tumore del polmone, Fda approva osimertinib

L'Fda ha approvato l'uso di osimertinib per il trattamento dei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) in fase metastatica positivi alla mutazione del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFRm) e positivi alla mutazione T790M dell'EGFR, la cui malattia sia progredita nonostante l'impiego di una terapia con un inibitore tirosin chinasico. Sviluppato da AstraZeneca sarà posto in commercio con il marchio Tagrisso.

L’Fda ha approvato l’uso di osimertinib per il trattamento dei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) in fase metastatica positivi alla mutazione del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFRm) e positivi alla mutazione T790M dell'EGFR, la cui malattia sia progredita nonostante l’impiego di una terapia con un inibitore tirosin chinasico. Sviluppato da AstraZeneca sarà posto in commercio con il marchio Tagrisso.

AZD9291 è un inibitore irreversibile e altamente selettivo che agisce sia sull'attivazione della sensibilizzazione EGFRm, sia sulla mutazione T790M che sviluppa resistenza, non interferendo con l'attività dell'EGFR non mutato wild-type.

AZD9291 è stato sviluppato per minimizzare l’impatto su due recettori biologici, noti come il recettore dell'insulina (IR) e il recettore del fattore di crescita insulino-simile (IGFR), al fine di ridurre il rischio di iperglicemia (elevati livelli di glucosio nel sangue). L'iperglicemia può portare alla necessità di trattare i pazienti con farmaci supplementari.

I pazienti affetti dalla forma EGFRm del tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC), riscontrabile nel 10-15 % dei pazienti affetti da NSCLC in Europa e nel 30-40 % dei pazienti con NSCLC in Asia, risultano particolarmente sensibili al trattamento con gli inibitori dell'EGFR-TK attualmente disponibili, che bloccano le vie di segnalazione cellulare che provocano la crescita delle cellule tumorali. Tuttavia, i tumori sviluppano quasi sempre una resistenza al trattamento, portando alla progressione della malattia.

In circa due terzi dei pazienti trattati con gli inibitori EGFR-TK approvati, ossia gefitinib e erlotinib, tale resistenza è causata dalla mutazione secondaria T790M. Allo stato attuale, non è disponibile nessuna target theraphy approvata per il trattamento dei tumori con la resistenza a questa mutazione.

Il farmaco ha ottime potenzialità cliniche e anche economiche. Secondo l’azienda potrebbe arrivare anche a vendite annue di $3 miliardi. Gli analisti di Thomson Reuters Cortellis sono più prudenti e ritengono che il potenziale del farmaco sia di circa $1 miliardi l’anno entro il 2020.