Vaccinare contro l’Hpv anche i ragazzi di 11 e 12 anni per proteggere anche loro dai tumori correlati all'attività sessuale. E’ questo il parere, non vincolante ma molto ascoltato dalle assicurazioni sanitarie, dell'Advisory Committee on Immunization Practice, un comitato medico statunitense che fa parte dei Centers for Disease Control (Cdc). Il vaccino sarebbe uno strumento valido per proteggere i giovani maschi contro condilomi o verruche genitali, lesioni precancerose e rare forme di cancro.

Secondo la commissione, che si è espressa all’unanimità, ogni anno negli Usa il virus causa 15 mila tumori nelle donne e 7 mila tra gli uomini. La raccomandazione è di dare il vaccino ai ragazzi di 11 e 12 anni, ma di immunizzare tutti coloro che non avevano ricevuto il vaccino in precedenza fino a 21 anni di età. La Commissione di esperti si è anche espressa  a favore della sicurezza del farmaco, ritenendo infondate le voci di una correlazione tra l’assunzione del farmaco e il possibile ritardo mentale.

La raccomandazione si riferisce al vaccino quadrivalente, il solo approvato in Usa per la vaccinazione nell'uomo. Il vaccino bivalente non ha questa indicazione. In Europa nessuno dei due farmaci possiede l'indicazione all'impiego nell'uomo.

Il vaccino è ormai disponibile per le bambine da molti paesi occidentali fra cui l'Italia, dove la vaccinazione contro il papilloma virus è prevista, gratuitamente, per le bambine di 12 anni. Il vaccino continua ad essere al centro di polemiche soprattutto perché legato all'attività sessuale: il virus causa tumori all'apparato genitale, e recenti studi lo hanno correlato anche al cancro alla gola per entrambi i sessi.

Non solo, secondo gli esperti il basso ricorso alla vaccinazione da parte delle ragazze richiederebbe una nuova regolamentazione. Questi provvedimenti, spiega il comitato, potrebbero ridurre la diffusione del virus, che in molte donne e' associato al cancro alla cervice, alla testa e al collo.

Il costo stimato sarebbe di 140 milioni di dollari per i ragazzi di 11 anni e di diverse centinaia di milioni di dollari per tutti gli altri: "Vaccinare i ragazzi di 11-12 anni costa quanto poche ore di guerra in Afghanistan - afferma Michael Marcy della University of Southern California e membro del comitato - ci dicono sempre che non ci sono soldi ma a me sembra che i soldi ci siano. Questo e' un vaccino contro il cancro, una cosa che abbiamo sempre sognato".

Il Papilloma Virus Umano (Hpv) è una malattia solitamente associata alle donne e alla vita sessuale, in quanto si contrae con rapporti non protetti e se trascurata o se degenerata può essere causa di cancro all’utero. Alcuni studi provenienti dall’America, però, invitano ad allargare il raggio di azione preventiva anche agli uomini.
Infatti, se il virus Hpv si contrae con i rapporti sessuali, è chiaro che anche i maschi siano a rischio, sebbene meno delle donne. E’ anche stato provato che ci sono collegamenti tra alcune infezioni all’apparato genitale e l’insorgere del Hpv e perfino alcuni tipi di tumore alla gola sono associati a questo ceppo di virus. Di conseguenza si è deciso di proporre la vaccinazione a tappeto, anche agli uomini e anche ai giovanissimi (tra gli 11 e i 21 anni) per mettere al sicuro la loro salute.

In occasione dell’ultimo Congresso della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia di Palermo, il professor Antonio Perino, presidente del Congresso e direttore della Clinica ginecologica dell'Università di Palermo si era espresso  a favore del vaccino Hpv anche per i maschi “A cinque anni dall'introduzione della vaccinazione contro l'HPV per le ragazze di 12 anni, che ha registrato finora un'adesione del 56%, proporre di vaccinare anche i ragazzi potrebbe ridurre ulteriormente il rischio di contagio e la diffusione stessa del virus. Il vaccino protegge innanzitutto i giovani dal rischio dei fastidiosi condilomi, lesioni genitali molto diffuse (più di 400mila casi all'anno in Europa) che possono compromettere la vita di coppia e creare gravi problemi di perdita di autostima. In più ha una protezione anche dai tumori anali, oggi in aumento soprattutto negli omosessuali (da 2 casi a 40 su 100mila)”.

Documento dell'Advisory Committee on Immunization Practice