ABT-493 e ABT-530, 100% di efficacia (quasi) contro l'HCV di genotipo 1

Gastroenterologia

Dopo 12 setimane di trattamento, gli antivirali pangenotipici ABT-493 e ABT-530 hanno mostrato quasi il 100% di efficacia in pazienti con infezione da virus dell'epatite C non cirrotici e di genotipo 1. E' quanto mostrato a San Francisco durante il meeting dell' American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD).

Gli antivirali pangenotipici ABT-493, inibitore di proteasi, e ABT-530, inibitore dell’NS5A, hanno mostrato, quasi, il 100% di efficacia dopo 12 settimane di trattamento in pazienti con infezione da virus dell’epatite C (HCV) non cirrotici e di genotipo 1. E’ quanto mostrato a San Francisco durante il meeting dell’ American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD). Il “quasi” 100% si riferisce a un solo paziente nel gruppo a basso dosaggio che non ha raggiunto la risposta virologica sostenuta (SVR).

"Lo studio ha mostrato il raggiungimento di elevati tassi di SVR con una dose unica giornaliera di ABT-493 e ABT-530. Tutti, tranne uno paziente, hanno raggiunto l’SVR12" ha evidenziato Fred Poordad, del Texas Liver Institute presso l'Università del Texas Health Science Center a San Antonio, nella sua presentazione. Poordad ha proseguito: "Entrambi questi agenti mostrano un’elevata barriera alla resistenza. Hanno attività antivirale e/o sinergica e sono attivi contro le varianti comuni ".

Lo studio SURVEYOR-1 ha analizzato i due agenti pangenotipici in sviluppo da AbbVie: ABT-493, un inibitore della proteasi NS3/4A e ABT-530, un inibitore NS5A. Lo studio ha esaminato 12 settimane di trattamento con ABT-493 200 mg o con ABT-530 120 mg (n=40) o 40 mg (n=39). I pazienti sono stati seguiti fino alle 24 settimane.

Dei soggetti trattati, il 97% ha raggiunto l’SVR12 con la dose più bassa e il 100% ha raggiunto l’SVR12 con la dose maggiore. C'è stato un fallimento del trattamento nel gruppo a basso dosaggio, che ha mostrato due varianti di resistenza a ricaduta. Questa combinazione ha reso il paziente resistente al trattamento, ma il 58% dei pazienti mostrava altre varianti dell’NS3 o dell'NS5A e tutti hanno raggiunto l’SVR12.

Poordad ha evidenziato l’insorgenza col trattamento di eventi avversi per lo più lievi e uno grave, ma non collegato. I più comuni eventi avversi riportati sono stati affaticamento, nausea e mal di testa.

"Sulla base di questi risultati, nonché dei risultati di altri studi, le dosi selezionati che proseguiranno sono la 300 mg del composto ABT-493 e 120 mg per l’ABT-530", ha precisato Poordad.

Poordad ha aggiunto che lo studio SURVEYOR-1 è stato ampliato a 8 settimana di trattamento in pazienti senza cirrosi e 12 settimane di trattamento nei pazienti con cirrosi compensata.

In conclusione, gli antivirali ad azione diretta pangenotipica ABT-493 e ABT-530 hanno mostrato efficacia in quasi il 100% dei pazienti non cirrotici e di genotipo 1 e sono state selezionate anche le dosi che proseguiranno nello sviluppo clinico.

Poordad F, et al. Abstract 41. Presented at: The Liver Meeting; Nov. 13-17, 2015; San Francisco.