Accesso ai nuovi farmaci anti epatite C: sorveglianza ai massimi livelli

Gastroenterologia
Tavolo di lavoro permanente con l’Amministrazione e le associazioni dei pazienti per rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono l’immediato accesso ai nuovi farmaci anti Epatite C: questa la ragione del summit convocato dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin al quale erano presenti stamane, oltre le direzioni interessate dello stesso Ministero, l’Associazione di pazienti EpaC Onlus, il Comandante Generale dei NAS e i rappresentanti di AIFA.

Le recentissime ispezioni dei NAS, finalizzate a verificare l’effettiva erogazione dei nuovi farmaci ai pazienti, hanno rilevato importanti criticità. Calabria, Campania e Sicilia le regioni che non hanno ancora provveduto a nominare i centri autorizzati alla dispensazione dei farmaci innovativi, ma anche in altre regioni sono stati riscontrati rallentamenti anomali di natura burocratica, a nostro avviso decisamente poco giustificabili.

In ordine alle anomalie di carattere burocratico, i rilievi saranno comunicati alle autorità giudiziarie competenti. Nel frattempo il Ministero della Salute si è impegnato a velocizzare l’iter normativo per la ripartizione e l’effettiva erogazione dei fondi vincolati per la cura dell’epatite C, al fine di sostenere le regioni nell’acquisto dei farmaci necessari per curare i pazienti più gravi e comunque rientranti nei criteri di eleggibilità stabiliti da AIFA.

L’Associazione EpaC, in accordo con le Istituzioni, si è impegnata a segnalare ai NAS, AIFA e Ministero
della Salute qualunque situazione che impedisca l’accesso ai nuovi farmaci salva vita anti epatite C e saluta con favore questa importante iniziativa che può salvare tante vite umane e premiare tutti gli sforzi fatti per aiutare decine di migliaia di pazienti a guarire.

Sarà impegno dell’associazione dei pazienti con epatite C riprendere l’appello lanciato nei giorni scorsi proprio dal ministro Lorenzin, che giustamente ha sottolineato come la malattia non aspetta i tempi della burocrazia regionale. I malati non possono permettersi mesi di stallo, neppure, talvolta, giorni. Da oggi, l’impegno comune sarà denunciare tutte le inadempienze e fare in modo che in tempi rapidissimi tutti i pazienti che ne hanno fatto richiesta abbiano il farmaco innovativo nella disponibilità dei centri per la conseguente somministrazione.