Gastroenterologia ed epatologia

Aggiunta del fenofibrato all'acido ursodesossicolico, efficacia maggiore della monoterapia nella cirrosi biliare primaria

Il fenofibrato in associazione con l'acido ursodesossicolico è associato a sopravvivenza libera da trapianto, miglioramento della fosfatasi alcalina e di altri esiti nei pazienti con cirrosi biliare primaria che non hanno risposto alla monoterapia con acido ursodesossicolico. Questo è quanto mostrato in un lavoro pubblicato sulla rivista Alimentary Pharmacology and Therapeutics.

Il fenofibrato in associazione con l’acido ursodesossicolico è associato a sopravvivenza libera da trapianto, miglioramento della fosfatasi alcalina e di altri esiti nei pazienti con cirrosi biliare primaria che non hanno risposto alla monoterapia con acido ursodesossicolico. Questo è quanto mostrato in un lavoro pubblicato sulla rivista Alimentary Pharmacology and Therapeutics.
I fibrati sembrano migliorare la biochimica nei pazienti con colangite biliare primaria conosciuta anche come cirrosi biliare primaria (PBC), ma non è chiaro quali fattori predicano la risposta e se il trattamento migliora la sopravvivenza libera da trapianto.
Questo studio è stato pensato per valutare i profili biochimici, gli outcome legati al fegato e gli eventi avversi dopo la terapia con fenofibrato in pazienti con PBC con risposta incompleta all'acido ursodesossicolico (UDCA).
Il lavoro è stato eseguito da ricercatori americani e inglesi; si tratta di uno studio retrospettivo di coorte che ha analizzato i dati relativi a 120 pazienti con PBC trattati con acido ursodesossicolico (UDCA) da solo (n=74) o fenofibrato in combinazione con UDCA (n=46) tra agosto 1989 e luglio 2014. 
Tutti i pazienti hanno ricevuto una dose tra 13 e 15 mg/kg al giorno di UDCA. Ai pazienti del gruppo fenofibrato tale farmaco è stato somministrato alla dose di 145 mg al giorno per una mediana di 11 mesi successivi alla risposta incompleta con il solo UDCA.
I risultati hanno mostrato che tra i pazienti nel gruppo fenofibrato, il 41% aveva livelli di fosfatasi alcalina (ALP) 1,67 volte inferiore al limite superiore della norma, secondo i criteri di Toronto per la risposta biochimica, rispetto al 7% dei pazienti del gruppo con solo UDCA (p=0.0001).
I pazienti nel gruppo fenofibrato avevano anche livelli inferiori di alanina aminotransferasi (p=0.01) e di aspartato aminotransferasi (p=0.05) nel tempo rispetto al basale.
Il fenofibrato è stato associato a un miglioramento della sopravvivenza libera da scompenso e libera da trapianto (HR=0,09; 95% CI, 0,03-,32). Tuttavia, secondo l' analisi multivariata, l'uso di fenofibrati era indipendentemente associato a un miglioramento dei risultati, ma non alla risposta biochimica (HR=0.4; 95% CI, 0,17-,93).
Il 15% dei pazienti ha interrotto il trattamento con fenofibrato a causa di eventi avversi, di cui i più comuni sono stati dolori addominali e mialgie. I pazienti nel gruppo fenofibrato con cirrosi hanno mostrato un aumento della bilirubina media nel corso del tempo (p=0.005).
I ricercatori hanno concluso sottolineando che: "Il fenofibrato sembra essere ben tollerato nella maggior parte dei pazienti con PBC, senza una chiara associazione tra la frequenza degli effetti collaterali dei farmaci e lo stadio di fibrosi. I pazienti con cirrosi possono trarre beneficio dalla terapia con fibrati, ma devono essere strettamente monitorati dopo l'inizio del trattamento perchè possono scompensarsi nonostante l’ottenimento di miglioramenti nell’alanina aminotrasferasi."
Inoltre, sono necessari studi aggiuntivi per valutare la validità della fosfatasi alcalina come criterio di risposta adeguato per la terapia con fibrati.
Emilia Vaccaro


Cheung AC et al.  Combined ursodeoxycholic acid (UDCA) and fenofibrate in primary biliary cholangitis patients with incomplete UDCA response may improve outcomes. Aliment Pharmacol Ther. 2016 Jan;43(2):283-93. 

leggi