Alisporivir in combinazione con interferone peghilato alfa-2a più ribavirina ha prodotto elevati tassi di risposta virologica sostenuta precoce nei pazienti con epatite C genotipo 1, che avevano fallito il precedente trattamento. Tali percentuali erano superiori rispetto a quelle trovate in pazienti trattamenti con placebo e interferone peghilato alfa-2a più ribavirina. Questo è quanto ottenuto da uno studio di fase II pubblicato sulla rivista Journal Viral Hepatology.

Alisporivir è un derivato della ciclosporina A senza attività immunosoppressiva ed è il capostipite della classe degli inibitori della ciclofillina, una proteina umana co-optata dal virus dell'epatite per aiutarlo a replicarsi. Tale molecola ha attività pangenotipica verso il virus dell’HCV.
E 'già stato testato in oltre 2.000 pazienti e ha dimostrato promettente efficacia anche in pazienti difficili da trattare con profilo di sicurezza accettabile Alisporivir ha il potenziale di essere utilizzata per il trattamento di altre malattie, come altre infezioni virali, alcune distrofie muscolari, e infarto del miocardio.

Nel febbraio 2009, Novartis ha acquistato i diritti su alisporivir dalla biotech svizzera Debiopharm, che sono pero’ tornati nelle mani di quest’ultima lo scorso gennaio.
"Alisporivir in combinazione con interferone peghilato alfa-2a e ribavirina ha dimostrato di avere potente e sinergica attività anti-HCV in pazienti naive al trattamento con infezione da HCV di genotipo 1 e 2/3 ", hanno scritto i ricercatori. "Questo articolo presenta i risultati finali di FUNDAMENTAL, uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, di fase 2,  condotto per valutare l'efficacia e la sicurezza di tale molecola in combinazione con interferone peghilato alfa-2a e ribavirina in pazienti con infezione cronica da HCV di genotipo 1 che avevano fallito una prima terapia con interferone pegilato alfa-2a e ribavirina ".

I ricercatori hanno assegnato in modo casuale 459 pazienti a un dosaggio di alisporivir di 400 mg due volte al giorno, 600 mg una volta al giorno o 800 mg una volta al giorno con PEG-IFN a-2a e ribavirina, o placebo più PEG IFN a-2a e ribavirina per 48 settimane.
I pazienti provenivano da 73 centri di studio in tutto il Nord America e in Europa. Di questi pazienti, il 43% avevano recidivato, il 23% erano precedenti responder parziali e il 34% erano null responder prima del trattamento.

Di questi, 457 sono stati effettivamente trattati in questo studio.
Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad almeno 31 settimane di trattamento. I pazienti nel gruppo ALV hanno completato le restanti settimane di trattamento con solo PEG-IFN alfa-2a e ribavirina.
Nel complesso, il 57% di tutti i pazienti ha completato il trattamento e il 71% dei pazienti che avevano ricevuto 400 mg di ALV hanno avuto il più alto tasso di completamento di tutti i gruppi di pazienti.

Tra i pazienti che avevano ricevuto placebo, PEG-IFN alfa-2a e ribavirina, il 57% sono stati ciecamente passati a un regime ALV perché non soddisfacevano i criteri di efficacia, secondo la ricerca.
Tutti i pazienti trattati con ALV avevano tassi superiori di risposta virologica precoce completa (cEVR) rispetto ai pazienti nel gruppo placebo. Il gruppo con la più alta cEVR erano pazienti che avevano ricevuto 400 mg di ALV (74% contro il 36% dei pazienti trattati con placebo; p<0.0001), e hanno mostrato la maggiore diminuzione di RNA per l’HCV.

La percentuale di risposta virologica sostenuta dopo 12 settimane è stata del 65% nei pazienti che avevano recidivato in precedenza e sono stati trattati con ALV rispetto al 26% dei pazienti trattati con placebo; l’SVR12 è stata raggiunta dal 63% nei responder parziali che avevano ricevuto ALV contro il 5% nei responder parziali che avevano ricevuto il placebo; e dal 68% nei null responder trattati con ALV contro il 3% dei null responder trattati con placebo.

I pazienti che avevano ricevuto più di 40 settimane di trattamento con 400 mg di ALV avevano una maggiore SVR12 rispetto ai pazienti trattati per lo stesso tempo con il placebo, PEG-IFN a-2a (89% vs 30%; p=0,0053) . I tassi di SVR24 erano più alti nei gruppi ALV rispetto a quelli che avevano ricevuto PEG-IFN a-2a con ribavirina, a prescindere dalla risposta al trattamento preliminare e la cirrosi.

I pazienti che avevano ricevuto 400 mg di ALV hanno avuto anche tassi più bassi di riattivazione virale e ricadute.
I ricercatori hanno osservato mal di testa, stanchezza, anemia, neutropenia e nausea, come gli eventi avversi più comuni in tutti i gruppi di pazienti. L'ipertensione non era comune, ma più frequente nei pazienti che avevano ricevuto ALV rispetto a PEG-IFN alfa-2a da solo.

In conclusione, la terapia con alisporivir risulta maggiormente efficace rispetto al trattamento con solo PEG-IFN e ribavirina ma, come hanno precisato i ricercatori: “merita ulteriori indagini in regimi privi di interferone in combinazione con agenti antivirali ad azione diretta".

Emilia Vaccaro
Buti M. et al. Alisporivir with peginterferon/ribavirin in patients with chronic hepatitis C genotype 1 infection who failed to respond to or relapsed after prior interferon-based therapy: FUNDAMENTAL, a Phase II trial.
leggi