Anche l'arte aiuta a far conoscere le malattie infiammatorie intestinali

Gastroenterologia
Rappresentare la vita dei pazienti con malattie autoinfiammatorie e autoimmuni attraverso l’arte. E’ questo l’obiettivo del progetto “Perspectives – Art, Inflammation and Me”, al quale hanno partecipato 200 artisti e pazienti provenienti da 40 Paesi in tutto il mondo.

L’iniziativa è stata realizzata con il supporto incondizionato di AbbVie e le opere sono state esposte per la prima volta a Copenhagen in occasione del 9° Congresso dell’European Crohn's and Colitis Organisation (ECCO) dove è stata inaugurata la mostra.

L’idea nasce dalla collaborazione tra ECCO, EFCCA  (European Federation of Crohn’s and Ulcerative Colitis) e la facoltà di Belle Arti dell’Università di Valencia. Quest’ultima ha selezionato 150 opera tra dipinti, sculture, fotografie e altre espressioni artistiche rappresentanti momenti di particolare significato nella vita di pazienti con varie malattie autoinfiammatorie, in particolare Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa. Gli artisti selezionati per partecipare all’iniziativa provengono da 15 Università in Francia, Canada, Italia e Spagna.

“L’arte è un mezzo ben consolidato per aiutare a educare – afferma Jose Miralles, professore alla Facoltà di Belle Arti dell’Università di Valencia, che ha selezionato le opere – Le espressioni artistiche realizzate attraverso il progetto Perspective riportano secondo diverse prospettive la vita, le storie, i sogni e le sfide dei pazienti con malattie infiammatorie. Con questa iniziativa speriamo che le persone che verranno a visitare la mostra imparino qualcosa di nuovo su queste patologie”.

L’Italia ha partecipato al progetto con 9 opere tra dipinti, fotografie e video. Gli artisti italiani sono stati selezionati dall’Accademia di Brera e i pazienti da AMICI onlus, l’Associazione Nazionale Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali.

Per realizzare le opere, gli artisti hanno incontrato i pazienti, hanno ascoltato la loro storia e hanno riportato nelle loro creazioni i momenti più significativi dal loro punto di vista. Le opere offrono una nuova prospettiva per conoscere alcuni aspetti, spesso sconosciuti o non compresi, di queste patologie.

Secondo Salvatore Leone, direttore generale di AMICI onlus, “Perspective è una bellissima iniziativa perchè, spesso, i pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali hanno difficoltà a raccontare la loro patologia e trovare qualcuno che provi a riportare sottoforma d’arte le sofferenze che devono affrontare quotidianamente questi pazienti può essere di aiuto per far conoscere queste malattie da diversi punti di vista”.

Qui sotto sono riportate le opere italiane selezionate per la mostra
 


Fotografie di Filippo Messina. Titolo: The Crohn’s World.

“Dopo aver ascoltato i pazienti, ho deciso di far rivivere momenti critici della loro vita, mostrando la loro incapacità di esprimere determinate passioni e inclinazioni a causa del loro disagio e i momenti di solitudine ai quali porta la malattia, creando una trasmutazione dalla realtà a un mondo immaginario”
 

Fotografia di Veronica Roccoli. Titolo: Crohn’s Disease

“A volte i sintomi della malattia sono molto dolorosi. Questo lavoro vuole esprimere il disagio che una malattia come questa può infondere nel paziente”.


Opera di Florian Zyba. Titolo: As The Shadow That Always Follows Us
“L’opera rappresenta il momento in cui il paziente si rende conto di essere colpito dalla malattia di Crohn. Così come l’immagine viene attaccata dai punti, il corpo viene attaccato dalla malattia”.

 
Opera di Giovanni Sellari. Titolo: Cristina
L’autore ha voluto rappresentare la vita di Cristina, affetta da artrite reumatoide, il suo ottimismo e la sua voglia di vivere e di coltivare le sue passioni.


Opera di Alexandra Morandi. Titolo: Gravity
“Il tessuto rappresenta la pelle, modellata dai rigonfiamenti dell’artrite reumatoide. L’opera è sospesa e la gravità spinge verso il basso. I piedi si fondono con il terreno. All’interno dei rigonfiamenti ci sono alcuni semi di frutta che fanno rumore quando si muove la scultura. I semi sono il simbolo di una nuova vita. Il rosso è il colore della sangue, della sofferenza, ma anche della vita e della forza”.


Opera di Carola Giabbani. Titolo: In-Sospeso
“La Tela Patta ricorda la pelle. Il filo le articolazioni, le ossa e i nervi dei che prendono forme diverse sotto la pelle dei pazienti con artrite reumatoide. Essi sembrano pesanti come ferro, ma allo stesso modo flessibili e morbidi come un filo”.


Opera di Francesca Marin. Titolo: LES
“I meccanismi dell’artrite reumatoide sono sconosciuti. Questi meccanismi non sono visibili dall’esterno ma dall’interno. Ecco perché ho fatto in modo che l’opera riveli ciò che è al suo interno”.


Disegno/Illustrazione di Debora Fella. Titolo: The Passage Rooms
“Lo spazio viene interpretato come metafora del corpo, un “luogo dell’anima”. Il luogo è rappresentato da fotografie scattate durante un pellegrinaggio ed è composto da case fatiscenti, flessibili. La malattia (spondiloartrite) e la guarigione sono un pellegrinaggio a più livelli. La presenza di assi, cerniere e porte è in relazione alla malattia che colpisce soprattutto la colonna vertebrale e le articolazioni sacro-iliache”.


Video di Patrizia Emma Scialpi. Titolo: TOUCH, in prospettiva niente è lontano
Partendo da un’indagine empatica attorno alla sintomatologia di patologie come l’artrite reumatoide, il video traccia una breve riflessione sulle comuni dinamiche di contatto tra le persone. L’opera si configura come una piccola terapia del dolore che traccia un parallelo tra i limiti delle dinamiche relazionali indotte dalla malattia e quelle presenti nella società contemporanea: rapporti personali spesso risolti attraverso filtri e barriere, in cui il contatto è il più delle volte segnato da numerose inibizioni. Se le difficoltà a relazionarsi sono causate da una limitazione fisica oppure generate da una condizione collettiva e universale, non è importante: siamo tutti alla ricerca di nuove forme rassicuranti di contatto.