Anti-TNF nel trattamento delle malattie infiammatorie intestinali, adalimumab e infliximab migliorano anche le manifestazioni extra-intestinali

Adalimumab e infliximab sembrano fornire un beneficio clinico per alcune manifestazioni extraintestinali delle malattie infiammatorie intestinali, tra cui problemi muscolo-scheletrici, cutanei e manifestazioni oculari, e in misura minore anche verso malattie del metabolismo osseo e ematologiche o manifestazioni vascolari. Questo Ŕ quanto riportato da una revisione sistematica della letteratura pubblicata su Clinical Gastroenterology and Hepatology.

Adalimumab e infliximab sembrano fornire un beneficio clinico per alcune manifestazioni extraintestinali delle malattie infiammatorie intestinali, tra cui problemi muscolo-scheletrici, cutanei e manifestazioni oculari, e in misura minore anche verso malattie del metabolismo osseo e ematologiche o manifestazioni vascolari. Questo è quanto riportato da una revisione sistematica della letteratura pubblicata su Clinical Gastroenterology and Hepatology.
“Dal 12% al 35% dei pazienti con colite ulcerosa e tra il 25% e il 70% dei pazienti con malattia di Crohn mostrano manifestazioni extraintestinali associate ai problemi intestinali”  secondo quanto ha riportato dal dr. Laurent Peyrin-Biroulet e i suoi colleghi, del Dipartimento di gastroenterologia presso la Lorraine University di Vandoeuvre in Francia.
Nel lavoro gli autori hanno puntualizzato che l'introduzione di nuove terapie biologiche per la gestione delle IBD, in particolare l’arrivo dei farmaci anti-TNF, è stata percepita come un'opportunità per migliorare ile manifestazioni extraintestinali (EIMs) in questi pazienti; tuttavia, poco si sa circa l'efficacia e l'efficienza di queste nuove terapie nella gestione delle EIMs.
Il dr. Peyrin-Biroulet e colleghi hanno, quindi, condotto una revisione sistematica degli studi pubblicati fino a ottobre 2015 che avessero valutato l’uso di farmaci biologici per l’EIMs negli adulti con malattia infiammatoria intestinale. Hanno, in totale, analizzato due studi randomizzati e controllati (n=797), sette studi in aperto (n=1.143) e 13 studi non interventistici (n=914), ma non hanno effettuato una meta-analisi a causa di una significativa eterogeneità tra gli studi.
I pazienti con pioderma gangrenoso hanno ottenuto una risposta completa con l'anti-TNFs (21% -25% in studi interventistici, 92% -100% in studi non interventistici), e in pazienti con altre manifestazioni cutanee come eritema nodoso o stomatite hanno raggiunto risultati comparabili con gli anti- TNFs.
Uno studio controllato randomizzato ha mostrato che adalimumab  ha ridotto significativamente la prevalenza di anemia rispetto al placebo dopo 56 settimane (p <0.05), e due studi non interventistici hanno mostrato che gli anti-TNFs hanno migliorato l'anemia sia nel breve (67% ) che nel lungo termine (34%).
Studi interventistici hanno anche mostrato che la risposta completa indotta dall’anti-TNF nei pazienti con artralgia e artrite; la prevalenza di artralgia è scesa dal 47,1% al 26,8% a metà di uno studio in aperto, e la prevalenza di artrite è scesa dall’ 8,7% al 2,1% in uno studio in aperto e dal 58% al 12,5% in un altro.
Gli anti-TNFs hanno anche mostrato di apportare decisivi benefici a pazienti con manifestazioni oculari come uveite, e l’uso di infliximab è stato collegato al miglioramento dei risultati nella formazione ossea e nella densità minerale ossea.
Anche se le evidenze sono ancora poche, soprattutto per la colite ulcerosa, i ricercatori hanno concluso che questi dati suggeriscono che infliximab e adalimumab apportano beneficio clinico a livello muscolo-scheletrico, nelle manifestazioni mucocutanee e oculari associate alle IBD, e hanno potenziale beneficio nei confronti di malattie del metabolismo osseo ed ematologiche o EIMs vascolari.
Al contrario, nessun dato o dati minimi sono stati trovati a suggerire un beneficio clinico per certolizumab pegol, golimumab, vedolizumab o natalizumab.
In conclusione, come hanno evidenziato i ricercatori: "I risultati di questa revisione sistematica supportano le raccomandazioni fornite nel recente documento di consenso della ECCO sull'uso di farmaci anti-TNF per la gestione delle manifestazioni extraintestinali nei pazienti con IBD. Tuttavia, il numero di studi che hanno indagato l'uso della terapia biologica per il trattamento delle EIMs è relativamente basso e le dimensioni del campione sono spesso troppo piccole per trarre conclusioni definitive”.
EV


Peyrin-Biroulet L. et al. Systematic review of tumour necrosis factor antagonists in extraintestinal manifestations in inflammatory bowel disease. Clin Gastroenterol Hepatol. 2016 Jul 5. pii: S1542-3565(16)30372-X. doi: 10.1016/j.cgh.2016.06.025.
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