Genitori e pediatri spesso ricorrono all’uso degli antibiotici per curare le infezioni dell'orecchio medio, mal di gola, febbre e altri disturbi comuni dell'infanzia. Ma una nuova ricerca, pubblicata su Jama pediatrics, suggerisce che l’eccessivo utilizzo di questi farmaci, e in particolare di antibiotici ad ampio spettro, aumenta il rischio di obesità nei bambini, almeno nella prima infanzia.

Gli antibiotici ad ampio spettro,  tra cui amoxicillina, tetraciclina, streptomicina, moxifloxacina e ciprofloxacina, sono destinati al trattamento di gravi infezioni sistemiche, nei casi in cui non siano stati individuati i batteri che causano la malattia, o quando un paziente è infettato da un ceppo di batteri resistenti agli antibiotici standard. Mentre possono essere molto efficaci, la loro azione antibiotica è indiscriminata, e spesso, come effetto collaterale, uccidono batteri benefici presenti nel corpo.

Lo studio di coorte in oggetto si è basato sulle cartelle cliniche di 64.580 neonati e bambini che vivevano nei dintorni di Philadelphia tra il 2001 e il 2013. Lo studio si è valso dell’aiuto di cliniche pediatriche di cura primaria e dell’ospedale Children's Hospital of Philadelphia

Sono stati considerati tutti I bambini tra gli 0 e i 23 mesi alla visita annual, tra I 24 e i 59 mesi in una o più visite.
Il 69% dei bambini sono stati esposti agli antibiotici prima dei 24 mesi, con una media (SD) di 2.3 (1.5) episodi per bambino. L'esposizione cumulativa agli antibiotici è stata associata con l'obesità più tardi (tasso ratio [RR], 1.11, 95% CI, 1.02-1.21 per ≥4 episodi); questo effetto è stato più forte per gli antibiotici ad ampio spettro (RR, 1.16, 95% CI, 1.06-1.29). L'esposizione precoce agli antibiotici ad ampio spettro è stato anche associato con l'obesità (RR, 1.11, 95% CI, 1.03-1.19 a 0-5 mesi di età e RR, 1.09, 95% CI, 1.04-1.14 a 6-11 mesi di età ) ma non nel caso di farmaci a spettro limitato.

L’uso di steroidi, il sesso maschile, l'assicurazione pubblica, l’etnia ispanica, e asma o dispnea diagnosticata erano fattori predittivi di obesità; mentre diagnosi di malattie infettive comuni e farmaci antireflusso non lo erano.
L'elevato rischio di obesità legato all’uso di antibiotici non era elevatissimo: I bambini che erano stati in trattamento con antibiotici a largo spettro nei primi due anni di vita avevano circa l’11% in più di probabilità di essere obesi tra i 2 e i 5 anni rispetto a loro coetanei che non avevano assunto nessuno di questi farmaci.

Inoltre, i bambini che avevano avuto quattro o più cicli di antibiotici nei primi due anni avevano l’ 11% in più di probabilità di essere obesi nella prima infanzia rispetto a coloro che aveva avuto un minor numero di esposizioni agli antibiotici.
Ma tra i bambini a cui erano stati prescritti quattro o più antibiotici, di cui almeno un antibiotico a largo spettro, il rischio di obesità saliva al 17%.

Quindi, un maggior numero di esposizioni ad antibiotici ad ampio spettro, significa maggiore probabile di essere obeso tra i 3 e i 5 anni.

I risultati dello studio si aggiungono alle prove già esistenti che il mix di batteri presenti nell'intestino svolga un ruolo potente nel controllo dell’obesità.  Altri studi avevano già dimostrato che la diversità della popolazione intestinale di batteri sembra conferire una protezione nei confronti del rischio di obesità, mentre un ambiente del microbiota impoverito è stato collegato a più alto rischio.

La nuova ricerca suggerisce che l’ infanzia è un periodo fondamentale nella creazione di un mix ricco e complesso nel microbiota intestinale  e che questo è collegato alla riduzione del rischio di obesità.
Il microbiota intestinale è spesso vittima involontaria di esposizione cronica agli antibiotici, e in particolare agli antibiotici ad ampio spettro, che agiscono su una vasta gamma di famiglie batteriche.

Il Prof. Antonio Gasbarrini, gastroenterologo del Policlinico Gemelli di Roma ha dichiarato a Pharmastar: “Gli antibiotici determinano una potente disbiosi e dato che il microbiota del bambino è quello che si definisce “core microbiota” cioè microbiota di base è quello che si porterà tutta la via. Quindi una dieta sbagliata, una terapia antibiotica, un’infezione può andare ad influenzare tutte le malattie legate al microbiota nella vita del bambino (obesità, diabete, problemi oncologici etc).

Il microbiota intestinale che si stabilizza e si realizza nei primi 3 anni di vita non deve essere mai modulato, ma non solo dall’antibiotici. Un motivo per cui i bambini devono essere allattati al seno sta proprio nel fatto che il latte artificiale può pesantemente modulare il microbiota.”

Gli autori hanno sottolineato che:  "I primi 24 mesi di vita comprendono importanti cambiamenti nella dieta, nella crescita e anche nella creazione del microbiota intestinale, per tale motivo questo intervallo può comprendere una finestra di particolare suscettibilità agli effetti degli antibiotici”.

Inoltre, gli autori hanno specificato che l’uso ripetuto degli antibiotici, interferendo con il normale sviluppo delle popolazioni batteriche all'interno dell'intestino di un bambino, può alterare la sua capacità a lungo termine di controllare l'aumento di peso.

I ricercatori, pediatri dell’ Ospedale dei Bambini di Philadelphia e dell'Università di Perelman School of Medicine dell'Università della Pennsylvania, hanno escluso la possibilità che altri farmaci, che vengono più comunemente prescritti nei bambini, possano essere responsabili del rischio accresciuto di obesità.

La nuova ricerca sottolinea che, in  alcuni casi, l'obesità può avere origine da decisioni prese molto tempo prima che si siano sviluppate le preferenze alimentari, le abitudini alimentari e le scelte di vita.

Il dr Stephen Cook, professore associato di Pediatria e Salute pubblica presso la University of Rochester Medical Center e che fa parte del comitato esecutivo dell’ American Academy of Pediatrics ha dichiarato: "Questo studio dà veramente forte evidenza che, spesso, l'obesità non è una scelta personale. Lo studio chiarisce che la lotta contro l'obesità infantile è una questione molto più complicata del ' muoversi di più e mangiare di meno. '

Per i pediatri impegnati sul tema, la nuova ricerca è "ancora un altro motivo per usare gli antibiotici saggiamente", come ha affermato la prof. Sandra Arnold, professore associato di pediatria e capo della divisione di malattie infettive presso la University of Tennessee Health Sciences Center.

"E 'davvero difficile ottenere dai medici di smettere di prescrivere antibiotici in circostanze in cui è improbabile che possano aiutare”, ha detto la prof.ssa Arnold.
“Di fronte alla prognosi incerta di un bambino febbrile che appare molto malato”, ha detto la prof.ssa Arnold, “anche i medici più esperti prescriveranno antibiotici”.

Inoltre, ha concluso la prof.ssa Arnold: “ lo studio suggerisce che quando possibili, gli antibiotici a spettro limitato sono una scelta di trattamento migliore per i bambini rispetto a quelli ad ampio spettro. “

In conclusione, questo nuovo studio ha trovato che bambini curati con antibiotici ad ampio spettro nei primi due anni di vita, o a cui sono stati prescritti quattro o più cicli di antibiotici in quel periodo, hanno più probabilità di essere obesi. In particolare, l’obesità era evidente tra il loro secondo e quinto compleanno nei bambini che avevano assunto antibiotici rispetto a quelli che non li avevano assunti o rispetto a coloro che erano stati trattati con farmaci progettati per colpire uno spettro ristretto di batteri che causano le malattie.

Emilia Vaccaro


Bailey LC. et al. Association of Antibiotics in Infancy With Early Childhood Obesity. JAMA Pediatr. 2014 Sep 29. doi: 10.1001/jamapediatrics.2014.1539.
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