Antivirali ad azione diretta contro l'HCV, migliore quadro clinico del paziente e meno ricorso ai trapianti

Gastroenterologia

I pazienti affetti da virus dell'epatite C, ma senza carcinoma epatocellulare trattati con agenti antivirali ad azione diretta (DAAs) hanno più bassi punteggi MELD e oltre a una funzione epatica migliorata; ciò consentirebbe ad alcuni di loro di essere rimosso dalla lista di trapianto di fegato (LT). Dati preliminari di questa analisi erano stati presentati lo scorso aprile all'ILC congress a Barcellona e da pochi giorni sono stati pubblicati in maniera completa e finale sul Journal of Hepatology.

I pazienti affetti da virus dell'epatite C, ma senza carcinoma epatocellulare trattati con agenti antivirali ad azione diretta (DAAs) hanno più bassi punteggi MELD e oltre a una funzione epatica migliorata; ciò consentirebbe ad alcuni di loro di essere rimosso dalla lista di trapianto di fegato (LT). Dati preliminari di questa analisi erano stati presentati lo scorso aprile all’ILC congress a Barcellona e da pochi giorni sono stati pubblicati in maniera completa e finale sul Journal of Hepatology.

Tutti i farmaci antivirali ad azione diretta orali (DAA) hanno dimostrato di migliorare la funzione epatica dei pazienti con cirrosi scompensata, ma non è attualmente noto se questo miglioramento clinico possa portare al delisting di alcuni pazienti.

Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare se questi farmaci possono portare a un miglioramento clinico tale da consentire il delistaggio almeno in un sottogruppo di pazienti

In genere come DAA è stata usata la combinazione di sofosbuvir/ribavirina o sofosbuvir con un altro inibitore dell’NS5A.
"Questo studio dimostra per la prima volta che il trattamento con DAAs può portare ad un notevole miglioramento clinico che consente il delisting di un paziente su cinque," hanno sottolineato il dr. Luca S. Belli e i suoi colleghi, del reparto di Gastroenterologia ed Epatologia presso l'Ospedale Niguarda di Milano.

In questo studio retrospettivo, i ricercatori hanno studiato 103 pazienti presenti nelle liste di attesa per LT in 11 sedi europee tra febbraio 2014 e febbraio 2015.
E’ stata fatta un’analisi del rischio sui pazienti inattivati e su quelli cancellati dalle liste, i ricercatori hanno evidenziato che l’incidenza cumulativa è stata del 15,5% e dello 0% a 24 settimane, del 27,6% e 10,3% a 48 settimane e del 33,3% e 19,2% a 60 settimane.
Il punteggio MELD è migliorato di 3,4 punti nei pazienti (n=34) inattivati e del 62% di quelli (n=21) sono state revocate, dopo un ulteriore miglioramento, secondo Belli e colleghi.

Il punteggio MELD è una misura numerica, realistica, del rischio di mortalità nei pazienti nella fase terminale della malattia epatica e può aiutare a prioritizzare l’allocazione dei fegati per i trapianti. Il punteggio va da 6, per i pazienti con malattia meno severa, a 40 per quelli che hanno malattia critica e determina l’urgenza di trapianto per un determinato paziente.
I 34 pazienti che sono stati inattivati hanno mostrato un miglioramento medio di 2 punti per il Child-Pugh (CP) (delta-CP, p <0,0001).
I ricercatori hanno stratificato i partecipanti allo studio secondo il punteggio MELD basale: inferiore a 16, tra 16 e 20, e superiori a 20.

Dall’analisi multivariata è emerso che le tre variabili predittori di inattivazione e di miglioramento clinico, e quindi il valore del MELD al basale (tanto più basso è il MELD tanto più alta è la probabilità di essere delistato); le classi MELD di base (Meld=16-20: HR = 0,120; p = 0,0005, Meld> 20: HR = 0,042; p <0.0001) , il delta MELD (HR=1.349; p<0,0001) e la variazione dell’ albumina (HR=0,307; p=0,0069) valutate dopo 12 settimane di terapia con DAA.

Il vantaggio è duplice perché è in primo luogo per il paziente che non riceve il trapianto e poi anche perché si rende disponibile un organo per qualche altro paziente.
In conclusione, questo studio mostra che con l’arrivo dei nuovi antivirali ad azione diretta la maggior parte dei pazienti possono essere curati e molti, in fase avanzata, eliminati dalle liste di trapianto di fegato. Lo studio evidenzia anche dei predittori di elevata risposta clinica e quindi di eliminazione dalle liste di LT quali punteggio MELD al basale e variazioni del MELD e dell’albumina 12 settimane dopo l’inizio del trattamento.

EV

Belli LS et al. Delisting of liver transplant candidates with chronic hepatitis C after viral eradication: A European study. J Hepatol. 2016 Sep;65(3):524-31. doi: 10.1016/j.jhep.2016.05.010. Epub 2016 May 17.

leggi