Antivirali ad azione diretta in anziani con epatite C, terapia individualizzata contro gli eventi avversi

Gastroenterologia

Necessità di maggiori dati sui possibili effetti collaterali dei farmaci antivirali ad azione diretta nei pazienti più anziani con epatite C. E' quanto si evince da uno studio presentato due giorni fa all' International Conference on Viral Hepatitis (ICVH) in cui gli autori hanno sottolineato che le reazioni avverse sono comuni in questi soggetti ed è spesso richiesta la regolazione del dosaggio altri farmaci assunti in contemporanea.

Necessità di maggiori dati sui possibili effetti collaterali dei farmaci antivirali ad azione diretta nei pazienti più anziani con epatite C. E’ quanto si evince da uno studio presentato due giorni fa all’International Conference on Viral Hepatitis (ICVH) in cui gli autori hanno sottolineato che le reazioni avverse sono comuni in questi soggetti ed è spesso richiesta la regolazione del dosaggio altri farmaci assunti in contemporanea.
In pazienti con epatite C con età superiore ai 65 anni la malattia progredisce rapidamente verso la cirrosi e ci sono maggiori probabilità di soffrire di manifestazioni extraepatiche, come fatica e disturbi neuropsicologici.
Questa categoria di pazienti ha anche maggiori probabilità di interrompere il trattamento e di manifestare eventi avversi, ha sottolineato il dottor Berta Pernas, della Corunna University Hospital in Spagnia. Inoltre, in questi soggetti, i tassi di risposta virologica sostenuta derivanti da terapie a base di interferone sono più bassi rispetto ai pazienti più giovani.
Anche se l'età non sembra influire sull'efficacia dei farmaci antivirali ad azione diretta, non è stata condotta molta ricerca sull'uso di questa nuova classe di farmaci in pazienti anziani, che in alcuni degli studi pilota sono stati deliberatamente esclusi.
Per vedere se questa popolazione potrebbe realmente trarre vantaggio da farmaci antivirali ad azione diretta, il dottor Pernas e i suoi colleghi hanno seguito un gruppo di pazienti di età superiore ai 65 che erano in trattamento per l'epatite C presso La Coruña University Hospital e l’Hospital Alvaro Cunqueiro da agosto 2012 ad ottobre 2015.
L'età media dei 121 pazienti era di 72,6 anni, e circa il 53% erano donne.
Più del 95% dei partecipanti a questo studio di coorte aveva HCV di genotipo 1, e il carico medio dell’RNA virale al basale era 6,52 UI/mL. Due terzi dei pazienti erano in fase 4 di fibrosi o cirrosi, e più del 20% aveva un punteggio di fibrosi di 3.
Più dell’ 85% dei pazienti stavano assumendo altri farmaci, tra cui antipertensivi, inibitori della pompa protonica, antidiabetici, benzodiazepine e statine.
La preoccupazione per le possibili interazioni farmacologiche ha portato i medici a modificare le prescrizioni in un terzo dei pazienti. Nella maggior parte dei casi, i medici hanno chiesto ai pazienti di sospendere il farmaco prescritto in precedenza prima di iniziare il trattamento dell'epatite.
Alcune modifiche sono state fatte in base ai sintomi che si sono verificati durante il trattamento.
Nello studio di coorte, il 3,5% dei pazienti aveva ricevuto un precedente trattamento e sperimentato riattivazione virale, il 6,6% aveva avuto solo una risposta parziale, l'11,6% ha sperimentato una ricaduta, e il 17,4% era non  responsivo. I rimanenti pazienti non erano stati precedentemente trattati per l'infezione da epatite C.
I più comuni dei 12 regimi di trattamento utilizzati nello studio sono stati la combinazione di ombitasvir, paritaprevir, ritonavir e dasabuvir con o senza ribavirina, e la combinazione di ledipasvir e sofosbuvir, con o senza ribavirina.
Del 61,2% dei pazienti che avevano ricevuto ribavirina, quasi la metà ha ridotto la dose durante il trattamento. Per l’82,6% dei pazienti, il periodo di trattamento è stato di 12 settimane; per la maggior parte degli altri pazienti, di 24 settimane.
I trattamenti si sono dimostrati efficaci, e il 95,1% dei pazienti ha raggiunto una risposta virale sostenuta. Tuttavia, il 43,8% ha sperimentato eventi avversi, tra cui due casi di scompenso epatico. Solo il 2,4% dei pazienti ha interrotto il trattamento.
Durante il trattamento si sono verificati i seguenti eventi avversi: fatica 37.2%, anemia 34,7%, secchezza delle mucose 14.9%, bilirubina 10.7%, insonnia 3.3%, irritabilità 2.5%.
In conclusione, questi risultati dimostrano che i medici devono individualizzare il trattamento in questa popolazione, tenendo in considerazione che gli anziani spesso assumono altri farmaci in contemporanea, hanno patologie concomitanti e che il trattamento dipende anche dallo stadio della malattia.
EV


Berta Pernas. International Conference on Viral Hepatitis (ICVH) 2016. Presented March 14, 2016.